Brescia, Cellino: “Inzaghi? A fine mercato era triste, poi mi ha ringraziato”

CELLINO INZAGHI BRESCIA – Massimo Cellino, presidente del Brescia, è stato intervistato da Sky Sport al centro sportivo di Torbole Casaglia. Ecco quanto ripreso da tifobrescia.it: “Torbole? Ci sono 8 campi di calcio, ed è importante che ci sia il contatto tra la Prima squadra e il settore giovanile sia per gli allenatori, che per le sinergie e i costi industriali. Sono cose queste che io ho imparato in Inghilterra. I ragazzi qui al centro arrivano la mattina, fanno colazione, si allenano, e pranzano anche qui. Dunque si alimentano con due pasti completi e sani ogni giorno. Poi se la sera mangiano una pizza o un hamburger non succede niente. Non ho più problemi nel tesserare i calciatori. Perché nel calcio si parla e per un calciatore sapere che si allena in un posto sano, dove curiamo tutti i particolari, vale più degli stipendi. Riusciamo anche a risparmiare sugli stipendi, perché non convinciamo i calciatori solo grazie alle proposte economiche. Questo è un centro che attira gli sportivi.

La squadra sta facendo bene, sta prendendo forma e c’è molta disponibilità e predisposizione nei calciatori. Un allenatore è giusto che porti i suoi suggerimenti e se sono positivi vengono presi in considerazione. Inzaghi si è subito allineato, ma a fine mercato mi ha scritto un messaggio. Era triste, dipendesse da lui comprerebbe dieci giocatori al giorno. Cosa che vorrei fare anche io, però poi i calciatori vanno gestiti e pagati. Poi un altro giorno ho ricevuto un altro messaggio sempre da Pippo, dove mi diceva ‘presidente, mi sveglio la mattina con il piacere di andare ad allenare. Grazie per la bella squadra che ha costruito, sono tutti ragazzi eccezionali che hanno voglia di imparare, impegnarsi. Mi ascoltano e sono tutti molto determinati’. Ha riconosciuto il mio lavoro e queste cose fanno piacere. E Inzaghi di centri sportivi ne ha visti“.

 

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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