🎙️ Verona, Baroni: "Ho scelto di tornare per la città e per il Direttore qui al mio fianco"
Le parole di mister Baroni

Marco Baroni è stato presentato come nuovo allenatore del Verona. Di seguito le sue parole in conferenza stampa, raccolte dal sito ufficiale degli scaligeri.
Le parole di Baroni
"Buongiorno a tutti. È un piacere salutare voi e tutta la gente di Verona. Sono orgoglioso e carico di essere qui. Ho scelto di tornare a Verona per questa città, per la sua gente e per il Direttore che è qui al mio fianco. Verona non ha una categoria: la sua vera categoria è rappresentata dai valori della città e delle persone che la vivono. Per me questo è ciò che conta davvero. Sono convinto, insieme al mio staff, di poter dare tutto quello che abbiamo per fare bene. L'unica certezza che possediamo è il lavoro. Avrò al mio fianco uno staff di grande valore e qualità. Colgo l'occasione per presentarvelo: Daniele Buzzegoli sarà il mio vice, Di Martino come collaboratore, i preparatori atletici Petruolo e Di Dio, i preparatori dei portieri Cataldi e Castiglioni, i match analyst Nabiuzzi e Valanzano e, infine, Panzarasa, che seguirà il recupero degli infortunati. Questa è la mia squadra di lavoro".
Da dove si riparte? “Dalle grandi motivazioni e dalla voglia che ho di ricominciare. Sono convinto che dovremo svolgere un lavoro di grande qualità, ma anche di grande intensità e determinazione. Dobbiamo voltare pagina rapidamente. Negli ultimi anni ci sono stati anche esempi negativi: diverse squadre retrocesse dalla Serie A sono addirittura finite in Serie C. Ma questo non deve riguardarci. Tutti insieme dovremo fare un grande lavoro e ripartire con forza, determinazione e un progetto chiaro. Ci saranno anche cambiamenti dal punto di vista tattico: una delle nostre certezze sarà la difesa a quattro. Da lì dovremo riportare in campo tutti i valori che ho conosciuto in questa città: voglia, determinazione, dedizione, senso di appartenenza, ferocia e qualità”.
Ha lasciato Verona tre anni fa. Nel calcio tre anni sono tantissimi e il Club è cambiato molto. Quella squadra riuscì a salvarsi in condizioni difficilissime e si parlava di una squadra in missione. È quello lo spirito che vuole ritrovare anche oggi, in un contesto diverso e con un obiettivo differente? “Assolutamente sì. Come dicevo prima, ripartiamo in un campionato difficile e molto competitivo. Per arrivare in fondo non bastano soltanto gli aspetti tecnici o tattici: sarà fondamentale l'aspetto dei valori. Io guardo sempre avanti, non a ciò che è stato. In questo momento vedo davanti a me un grande lavoro da fare insieme alla squadra. Non abbiamo tempo da perdere e dovremo bruciare le tappe attraverso il lavoro e affrontare rapidamente i cambiamenti che faremo”.
Ha parlato di cambiamenti tattici, in particolare del passaggio alla difesa a quattro, e a guidare la difesa è sempre il portiere. Potrebbe essere Lorenzo Montipò uno dei grandi cambiamenti di questa stagione, considerando che è stato appena ufficializzato l'arrivo di Nicola Leali? “Io non sono abituato a parlare soltanto della fase difensiva: è tutta la squadra che deve lavorare. È vero che questa squadra arriva da tanti anni di difesa a tre e che, nella scorsa stagione, c'è stato anche un cambiamento in corsa. Noi allenatori chiediamo sempre tempo, ma il tempo non può diventare un alibi. Non ne abbiamo. Dobbiamo recuperarlo attraverso il lavoro, la dedizione e la voglia di migliorare ogni giorno. Su Montipò abbiamo fatto una scelta, ma di questo ne parlerà il direttore. Io mi sono allineato alla sua scelta perché la trovo anche giusta, è arrivato Leali, che è un portiere importante e partiremo da lui”.
Ha avuto modo di confrontarsi con la proprietà? “Ho avuto un colloquio con il presidente Italo Zanzi. Però, devo essere sincero, il mio compito è guardare soprattutto il campo. Il Direttore ha detto di essere contento che abbia accettato la proposta, ma credetemi: non è stata una scelta difficile. È stata una scelta dettata dai valori in cui credo. I valori di questa città, la voglia e la determinazione di tornare qui, insieme alla fiducia che la società mi ha dimostrato anche dal punto di vista contrattuale, rappresentano per me un impegno e una responsabilità. Ho scelto di legarmi ancora una volta a questi colori”.
Cosa è cambiato rispetto a 3 anni fa
Torna a Verona con un'esperienza diversa rispetto alla prima volta. Che cosa cambia oggi rispetto a tre anni fa? “Io sono una persona che ogni giorno cerca di uscire di casa per tornare migliore la sera. Quella che ho davanti è una sfida bellissima, che affronto con convinzione insieme al mio staff e al Direttore. Nel confronto che abbiamo avuto ho ritrovato la stessa energia e la stessa determinazione che sento dentro di me. Sono questi gli ingredienti fondamentali: lavorare, migliorarsi e cercare di costruire qualcosa di importante”.
In una recente intervista la proprietà ha parlato della volontà di riportare il Verona in Serie A. I tifosi hanno bisogno di certezze: si sente di dire che è qui per conquistare subito la promozione? “Non mi piacciono i proclami fatti a parole e non mi piacciono gli slogan. Mi piace il lavoro e mi piacciono i fatti. Sicuramente siamo qui per essere protagonisti e per fare qualcosa di importante. Questo posso assicurarlo”.
Torniamo al momento della chiamata del Direttore Sogliano. Dal punto di vista umano, cosa ha provato? “Innanzitutto è stato un piacere rivederlo, anche se ci eravamo già sentiti. Come dicevo prima, per me i valori sono fondamentali, nella vita come nel calcio. Ho trovato un Direttore ferito per quanto accaduto, ma allo stesso tempo pieno di energia. Ed è la stessa energia che sento anch'io. Dobbiamo fare un lavoro tutti insieme, perché nel calcio i risultati importanti si raggiungono quando tutte le componenti spingono nella stessa direzione. Sappiamo di affrontare un campionato difficile, e proprio per questo sarà fondamentale che tutte le componenti del Club siano unite. Come si dice spesso, ci sono uomini che arrivano nel posto giusto al momento giusto. Io credo molto in questo”.
Dopo Verona ha allenato in piazze importanti come Lazio e Torino. Le chiedo sinceramente: Verona resta il posto migliore dove ha lavorato? “Sono tornato qui e la mia scelta è ben chiara. Alla Lazio ho vissuto un'esperienza straordinaria con un gruppo di ragazzi eccezionali. Abbiamo fatto un percorso importante anche in Europa e la squadra, sia per prestazioni sia per punti conquistati, ha fatto meglio rispetto agli anni precedenti. A Torino, invece, non mi piace cercare alibi. Ci sono stati diversi fattori che non mi hanno aiutato, ma mi assumo tutte le responsabilità del percorso fatto. Oggi, però, non sono qui per dimostrare qualcosa a qualcuno. Sono qui con voglia, ferocia e dedizione per iniziare un nuovo percorso insieme al Verona”.
Ci sono già alcuni giocatori che non partiranno per il ritiro. Che gruppo dobbiamo aspettarci a Folgaria? “Il calcio è cambiato, e non soltanto a Verona, ma ovunque. Una volta si parlava di giocatori incedibili. Oggi, invece, ciò di cui abbiamo bisogno è avere calciatori con la luce negli occhi e con l'energia giusta per affrontare un campionato importante. Per me chi possiede questi valori è un giocatore fondamentale. Devo ancora conoscere bene molti ragazzi e la prima parte del ritiro sarà determinante proprio per questo: non solo per valutarli dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche per conoscere l'uomo, la persona, i suoi valori e ciò che può dare alla squadra. Per me questo aspetto è fondamentale. Sono completamente concentrato su questo. Domani svolgeremo il primo allenamento, poi partiremo per il ritiro e ne faremo un secondo, continuando a lavorare con l'obiettivo di conoscere rapidamente sia il gruppo sia i singoli”.
Sul calcio che proporrà
Ha già anticipato che ripartirà dalla difesa a quattro. Considerando anche il livello della Serie B e il fatto che l'obiettivo non è più salvarsi all'ultima giornata, vedremo un Marco Baroni ancora più offensivo rispetto a quello della sua precedente esperienza a Verona? “Sì, assolutamente. Del resto, anche durante la mia precedente esperienza in Serie A non abbiamo mai proposto un calcio rinunciatario. Abbiamo sempre cercato di essere aggressivi, di mettere in difficoltà gli avversari. Io credo che le cose importanti, nella vita e nel calcio, si costruiscano avendo coraggio. Se hai timore, difficilmente riesci a costruire qualcosa di significativo. Questa sarà una caratteristica ben precisa della nostra squadra. È chiaro che partiamo da alcuni dati oggettivi: offensivamente i numeri della scorsa stagione non sono stati soddisfacenti. Non è un alibi, è semplicemente una realtà. Dovremo cambiare questa situazione. La svolta arriverà attraverso il lavoro, non attraverso le parole. Voglio una squadra con una forte identità, una squadra che giochi un calcio offensivo e che entri in campo con l'obiettivo di vincere ogni partita. Poi sarà il campo a dire dove arriveremo, ma la mentalità dovrà essere questa”.
Dall'esterno, senza aver ancora lavorato con la squadra, ha la sensazione che esista una base sulla quale costruire una rosa capace di lottare subito per la promozione, al di là di quello che farà il mercato? “Dobbiamo costruire qualcosa di importante e tutto parte da noi. La prima cosa sarà riportare energia, entusiasmo e il piacere di fare questo lavoro. È evidente che una squadra reduce da tanti risultati negativi si porta dentro inevitabilmente un po' di tristezza. Questa va eliminata in fretta, attraverso il lavoro e l'entusiasmo. Io credo profondamente in questi valori. Senza entusiasmo, senza passione e senza voglia non si costruisce nulla. Dobbiamo guardare con lucidità da dove partiamo, ma soprattutto concentrarci su dove vogliamo arrivare. Questo è l'aspetto davvero determinante”.
Ha avuto già modo di confrontarsi con alcuni giocatori, ad esempio con i senatori o con chi ha reso di meno nell’ultima stagione per convincerli che si possa fare meglio? “Per me nel calcio il giovane vale il giocatore esperto. Quello che mi interessa è capire che cosa ogni giocatore può dare oggi. Al momento conosco personalmente solo alcuni di loro, ma ciò che conta è vedere quello che ciascuno ha dentro e ciò che può mettere a disposizione della squadra. È questo che ti permette di affrontare e superare anche le situazioni più difficili. Si tratta di un aspetto valoriale di cui ho parlato fin dall'inizio e che considero indispensabile. È ciò che pretendo dai miei giocatori e dalla mia squadra”.
In questi due anni, dal punto di vista umano e professionale, quanto è cambiato Marco Baroni? “Come vi dicevo prima, dal punto di vista umano si cresce continuamente. Per me è uno degli aspetti più importanti. La crescita di una persona è un percorso continuo: nel momento in cui pensi di aver raggiunto qualcosa è il momento in cui l’hai già persa. Dal punto di vista professionale sono stati due anni molto formativi. Ho vissuto esperienze diverse tra loro e formative, quindi vi assicuro che sono diverso da questo punto di vista. Ma oggi quello che conta davvero è il presente: tanto lavoro, tanto sudore, tanta dedizione e tanta passione. Sono questi i valori che io e il mio staff vogliamo trasmettere fin dal primo giorno alla squadra”.
I rischi da evitare
La Serie B è un campionato nel quale tante squadre retrocesse dalla Serie A hanno incontrato enormi difficoltà. Che cosa dovrà fare il Verona per evitare questi rischi? “Quello che vi dicevo prima. Noi sappiamo benissimo che dovremo andare su ogni campo con la forza, determinazione e con quei valori che da sempre appartengono a questo Club. Dobbiamo incarnarli al cento per cento, perché altrimenti da questo campionato non si esce. Il primo lavoro sarà proprio quello di trasmettere questi valori nel più breve tempo possibile. È per questo che continuo a ripetere che abbiamo bisogno di giocatori con gli occhi pieni di entusiasmo”.
È uno degli allenatori più esperti della categoria e affronterà tecnici molto preparati. È una responsabilità ulteriore? “Sì, è una grande responsabilità nei confronti del mio Club, del mio Direttore e della mia città. Ci sono tanti allenatori giovani e bravi in questa categoria e questo rappresenta uno stimolo in più per lavorare ancora meglio. Sicuramente dovremo alzarci qualche ora prima la mattina”.