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Il difensore del Bari, Valerio Di Cesare, ha rilasciato un'intervista per La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della stagione dei Galletti e del suo ritiro dal calcio giocato, non ancora deciso definitivamente. Di seguito le sue parole:



IL RITIRO - "Mio figlio Andrea mi chiede ogni giorno di non smettere. Gli ho risposto più volte che sono arrivato a 41 anni, è doveroso fare un esame di coscienza. Mi sento ancora calciatore. Ho tanta rabbia dentro, voglia di raggiungere obiettivi. Intanto è già una grande soddisfazione verificare che in tanti mi stiano chiedendo di non smettere".



MIRCO ANTENUCCI - "No (sorride), lui no. Mi ha detto che non ce la faccio più…".



LA DECISIONE DEL RITIRO - "Voglio capire e decidere insieme alla società".



IL FUTURO NEL CALCIO - "Ho studiato per diventare d.s., quel che vorrei fare un giorno. Mi piacerebbe essere ottimizzato per le mie conoscenze, non fare fare l’uomo immagine".



I 5 GOL DI QUEST'ANNO - "Non pensavo di farne così belli, mi ha sorpreso soprattutto l’ultimo a Terni. Che numero!".



L'EMOZIONE PIU' FORTE - "Il discorso del presidente alla squadra, a tavola, prima degli ultimi 90’. Ha anche ripercorso i miei anni a Bari. E’ stato molto suggestivo".



LA PAURA DI RETROCEDERE - "Tanta, ma la speranza è sempre stata viva. Bastava giocare altre volte come a Terni".



LACRIME DAVANTI AI CRONISTI - "Mi è dispiaciuto, ma siamo uomini. Sono crollato in un momento delicato. Bisogna avere anche il coraggio di piangere".



COSA NON RIVEVREBBE - "Quest’ultima stagione e poi la finale dello scorso 11 giugno con il Cagliari".



LA STAGIONE - "Rivivrei tutto. Ho sognato di fare il calciatore fin da bambino. Ecco, visti gli infortuni, non avrei mai immaginato di arrivare fino a 41 anni in campo".



LA SERIE A - "Ognuno ha quel che merita. Sono contento, però, di averla assaggiata con il Torino. E poi, per tanti anni, la Serie B è stata una A2.Ne ho affrontati di attaccanti forti!".