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MARCHETTI CITTADELLA - Sul podio dell'attuale classifica di Serie B splende una squadra che negli ultimi anni ha compiuto dei significativi passi in avanti, riuscendo a conquistare puntualmente i play-off e mettendo al primo posto serietà e programmazione: ovviamente parliamo del Cittadella. Nel corso delle ultime stagioni, i veneti sono riusciti letteralmente a distruggere l'etichetta di "provinciale" per impossessarsi del vestito di big della Serie B. Non è un'esagerazione: lo dicono i risultati e le idee trasformate in puro calcio, a prescindere da qualsiasi interprete in campo. Intervenendo in esclusiva ai nostri microfoni, Stefano Marchetti, DG dei granata, ha espresso le proprie sensazioni sul rendimento della sua squadra.

Nove positivi al Covid-19, profilo basso e tre punti col Frosinone. Possiamo associare l'etichetta di "impresa" a questa vittoria?

"Posso sicuramente dire che di impresa ce n'è stata più di una. In un momento di grande difficoltà, dove ci siamo ritrovati nelle condizioni di dover spostare la partita di sera, i ragazzi sono stati straordinari, coesi, uniti. Chi era in campo giocava anche per i compagni contagiati dal virus".

Quattro vittorie nelle ultime quattro, terzo posto in classifica e una lotta promozione più incerta che mai. E' lecito sognare?

"Credo sia presto. Dobbiamo soltanto pensare a vivere il momento, partita dopo partita. E' un campionato devastante e lo abbiamo provato col Covid-19, capace di falcidiarsi mezza squadra. Purtroppo è difficile fare previsioni".

Le cessioni di Diaw e Paleari potevano indebolirvi. Si aspettava una riconferma nell'alta classifica?

"Indebolire no perché è vent'anni che faccio così. Acquistiamo giocatori, li vendiamo, ripartiamo. Non è una novità, ma un modo di lavorare e un marchio. Permettere ad alcuni giocatori di vivere la Serie A e restare contemporaneamente ai vertici della classifica credo che sia un vanto, qualcosa di molto positivo che ripaga il lavoro di tanti anni".

Scaricare la pressione e ripartire da capo. Dopo tutti questi anni sentite vostra l'etichetta di big della Serie B?

"Cerco di allestire al meglio la squadra e sono consapevole del fatto che bisogna fare il miglior mercato possibile. Non ci siamo mai tirati indietro e siamo disponibili a prenderci maggiori responsabilità".

Lavoro straordinario nelle ultime stagioni. Approderà in club blasonati soltanto dopo aver trascinato il Cittadella in Serie A?

"Portare il Cittadella in Serie A sarebbe il coronamento di un sogno. La chiusura di un cerchio dopo un lavoro di tanti anni raggiungendo obiettivi economici e di classifica. E' sotto gli occhi di tutti. Nel momento in cui andrò via da questa splendida realtà significherà che non avrò più stimoli. Finché avrò questa autonomia totale, le mie scelte saranno sempre indirizzate verso questo club, soprattutto per il grande rapporto che mi lega alla proprietà".

Pensa che il tecnico Venturato possa esprimere le proprie ideologie anche nella massima serie?

"Ha dimostrato di avere qualità importanti. Attraverso il Cittadella ha espresso i suoi valori e il suo modo di fare calcio. Anche per lui la Serie A sarebbe un sogno e sono sicuro che possa dimostrare comunque di che pasta è fatto".

Cosa c'è da aspettarsi dal vostro calciomercato?

"Non mi aspetto molto perché la squadra mi sta dando delle risposte. Cambiare e alterare l'equilibrio non ha senso. Vedremo più avanti se ci saranno le opportunità. Se continuerò ad avere le giuste risposte dalla squadra, non cambierò nulla".

Il doppio confronto con Chievo e Lecce potrebbe essere il punto nevralgico della vostra stagione?

"Ritengo che ogni partita sia fondamentale. Dobbiamo soltanto vivere alla giornata non facendo calcoli. Facciamo più punti possibili e guardiamo avanti".