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SANTORO PERUGIA - Simone Santoro, centrocampista del Perugia, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Gianlucadimarzio.com:

“Quando raggiungi delle cose passando per degli step e non avendo tutto subito penso che le cose siano ancora più belle. Palermo? Avevo delle offerte ma io non ho mai spinto per andare perché per arrivare a certi livelli a mio parere c’è bisogno di un percorso. Sono nato a Messina perché all’epoca papà giocava al Barcellona Pozzo di Gotto. Lui per me è stato un aiuto, condivideva con me questa passione. Dopo un'amichevole ho fatto un provino, mi hanno preso e ho fatto dalle giovanili alla prima squadra. Andavo spesso al Barbera a vedere le partite o a fare il raccattapalle. Era il Palermo di Dybala, il Palermo dei sogni. Poi mio zio ci lavorava, andavo spesso agli allenamenti e mi facevo più foto possibili. C’erano Franco Vazquez, Ilicic...”. 

“Tedino? Mi ha portato tante volte in panchina. Mi stimava e quando c’è stato il fallimento mi ha subito chiamato per capire cosa volessi fare. Per me è stato una persona importante”.

“Perugia? La società mi ha fatto sentire subito importante, c’è un progetto serio. Alvini? Fin dal primo giorno mi ha dato fiducia. In campo è un martello, mi sta facendo crescere in maniera esponenziale e sto facendo un ruolo che non avevo mai fatto, dove si mettono in risalto le mie caratteristiche”.

“Playoff? Eravamo partiti con l’obiettivo salvezza, la squadra se li meriterebbe. E per me al primo anno in B sarebbe un sogno...”.