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Carmelo Salerno, presidente della Reggiana, ha presentato in conferenza stampa il nuovo allenatore Lorenzo Rubinacci. Di seguito le dichiarazioni piĂą rilevanti, riprese da TuttoReggiana.com.



ESONERO - "Quando si cambia un allenatore è sempre una sconfitta, perché significa che le cose non sono andate come programmato o sperato. Ringrazio Dionigi e il suo staff per il lavoro svolto in questi mesi e nella scorsa stagione. Alla Reggiana non siamo abituati a cambiare in corsa: l’anno scorso è stata la prima volta, quest’anno i numeri impietosi degli ultimi mesi ci hanno costretto a farlo. La scelta di puntare su Rubinacci è stata convinta e decisa, senza esitazioni: lo conosciamo da due anni e sappiamo quanta passione, dedizione e competenza metta nel suo lavoro. Avevamo provato a prenderlo all'inizio della passata stagione, ma aveva già deciso di andare in Serie A al Monza".



RUBINACCI - "La scelta è stata condivisa dalla società sin dal primo momento, non ci sono stati altri candidati per la panchina della Reggiana. Il mister, per vicinanza geografica e affettiva, ha seguito quasi tutte le nostre partite, molte dal vivo, quindi conosce bene la squadra e i movimenti dei giocatori. Inoltre porta con sé una grande esperienza nazionale e internazionale: il numero di panchine che ha in carriera è superiore a quello dei mister avuti negli ultimi sette anni".



CONSULTO CON I CALCIATORI - "Ho parlato con loro a inizio gennaio e ho ripetuto quanto avevo detto ai giornali a fine 2025. Alcuni non avevano capito le mie parole e si erano sentiti offesi: spiegavo che le cose stavano andando male per motivi oggettivi visti in campo e al centro sportivo. Il messaggio “vi siete imborghesiti” era rivolto a tutto il gruppo squadra. Da quel momento e nei tre mesi successivi non abbiamo vinto in casa".



LAMENTELE SU DIONIGI - "Lamentele dei giocatori per allenamenti troppo duri? Con me e con la proprietà non si sono mai lamentati. L’allenamento serve per vincere le partite, era così anche l’anno scorso. Non credo che i giocatori possano usare questo come alibi per i risultati negativi".



UNICA CHANCE - "Solo una chance a Dionigi? Secondo noi la squadra era la più forte degli ultimi tre anni, rinforzata a gennaio. Abbiamo concesso più di quanto avrebbero fatto altre società, per gratitudine verso Dionigi e il lavoro svolto l’anno scorso. Ma il trend degli ultimi tre mesi era impietoso: più del 50% delle partite perse, sei sconfitte consecutive. Non si poteva più continuare. L’errore è stato forse non intervenire prima, ma il trend era evidente e le sconfitte erano senza alibi".



CALCIOMERCATO - "Il mercato è stato gestito dal direttore sportivo in sintonia con l’allenatore. Ma le sconfitte arrivate a novembre e dicembre contro dirette concorrenti con la rosa al completo dimostrano che i problemi non sono nati a gennaio".



TIFOSI - "Se c’è passione e competenza, bisogna avere il coraggio di lanciarli e credere nelle proprie scelte. Guardando altri esempi, il Modena con Paolo Bianco, Possanzini al Mantova e anche la Sampdoria con Foti, hanno ottenuto risultati importanti. Rubinacci ha tutte le qualità per farlo".



TEMPI - "Sono d’accordo con i tifosi: i tempi non sono stati ideali. Ma abbiamo sperato che potesse scattare la scintilla. La decisione è stata rimandata di 2-3 settimane per gratitudine verso Dionigi. Noi non siamo abituati a cambiare in corsa, ma i numeri impietosi ci hanno costretto a farlo".



COLPE DI FRACCHIOLLA - "No, non vedo motivo di cambiare ds o dt: hanno fatto un lavoro eccellente finora. Non si tratta di errori di gestione dello spogliatoio, ma della difficoltà di gestire sconfitte, vittorie e momenti di euforia, valorizzando 22-23 giocatori. Una rosa ristretta è più facile da gestire: se i giocatori non si sentono considerati, possono mollare".