📢 Verona, Sogliano: "Montipò? Rinunciamo ad un portiere da Serie A. Sul mercato..."
Le parole di Sogliano

Sean Sogliano, direttore sportivo del Verona, è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione di Marco Baroni. Queste le sue parole, raccolte da calciohellas.it:
I SALUTI DI RITO. «Sono contento di rivederci per un altro anno, anche se ovviamente dopo la retrocessione non siamo felici. Bisogna però ritrovare forza ed entusiasmo per ripartire. Voglio ringraziare mister Baroni per aver accettato la mia chiamata: sarà una stagione difficile, ma ora abbiamo bisogno di persone che mettono la professionalità davanti a tutto. Il fatto che sia tornato per me è motivo di grande soddisfazione».
LA PERMANENZA. «Questo è il mio ottavo campionato qua, ma il primo in cui ripartiamo da un risultato negativo. Dopo una stagione sono sempre molto stanco a livello nervoso e quindi mi prendo sempre un po’ di tempo per scegliere se sono pronto a ripartire. Ringrazio il presidente del Lecce per il “corteggiamento”, ma la mia scelta è stata rimanere per aiutare un Verona in difficoltà. Non sono Robin Hood, ma non sono voluto andare via in un momento così complicato per l’Hellas».
Su Montipò
«Con Montipò e il suo entourage abbiamo parlato dicendo che quest’anno avremmo fatto delle scelte anche di tipo economico. Rinunciamo a un portiere di Serie A perché in Serie B non possiamo permetterci tanti giocatori con un ingaggio importante. Per lui abbiamo delle trattative in corso e penso che a breve ci saranno aggiornamenti».
Sul mercato
«Ci arrivano diverse offerte per nostri giocatori e non sempre dipende da noi. Proviamo a resistere, ma se poi arriva un’offerta che “sposta”, è impossibile rinunciare. E questo non vale solo per noi, ma anche per diverse altre squadre. Edmundsson e Bowie, per esempio, hanno avuto l’atteggiamento perfetto, hanno fatto bene e ovviamente piacciono, ma spero di riuscire a non metterli sul mercato».
Sulla Serie B
«Ci aspetta un campionato molto difficile. In Serie B ci sono ogni anno cinque squadre che lottano sempre per salvarsi, mentre in Serie B c’è molta più incertezza: nessuno sa se a fine campionato farà i play off o i play out. A fare la differenza in un campionato così livellato sarà anche l’ambiente».
LE PAROLE DI PUSCASIU. «La squadra dell’anno scorso aveva probabilmente una panchina più lunga delle squadre precedenti, tanto che in tra le riserve c’erano giocatori che l’anno prima erano titolari. Non so cosa intendesse Puscasiu quando ha detto che ci siamo concentrati più sui titolari che sul resto della squadra, ma non sono d’accordo con questa lettura. Quel che è certo è che le difficoltà sono state altre: i contemporanei infortuni di Serdar e Suslov, per esempio, hanno pesato parecchio».
IL GRUPPO. «Il problema della nostra squadra è il grande turn over, a causa il quale è difficile creare un gruppo coeso. L’anno scorso, al di là di Orban che è un ragazzo un po’ particolare, non c’erano “teste calde”. C’erano serenità e tranquillità, forse anche troppo. Qualcuno magari era più socievole di altri, ma non ho visto carenze sotto questo punto di vista».
EGHREVBA E CERBONE. «Vendere un ragazzo del 2010 non mi piace, ma il 30 giugno ci sono scadenze di bilancio per il quale dobbiamo raggiungere dei numeri. Se non ci arriviamo attraverso un giocatore, dobbiamo farlo attraverso altri, quindi abbiamo accettato l’importante offerta per Egharevba fatta dalla Fiorentina. Cerbone? È un ragazzo molto giovane che in Serie C ha fatto bene e che ora starà al mister valutare. Aggiungo, per chiudere, che le cifre circolate non sono vere».