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Kevin Piscopo, centrocampista del Bari
Emmanuele Mastrodonato / IPA Sport / IPA

L'ultima giornata di Serie B, quella dei verdetti, è andata in archivio. Tante emozioni, tante cose belle ed altre meno raccomandabili negli stadi (e fuori) del 38° turno. Come di consueto il pagellone di giornata: sottolineiamo di giornata e, dunque, che tiene conto di quanto visto venerdì sera coi soliti criteri del nostro pagellone. Per i giudizi e i voti di tutto l'anno restate sintonizzati sui nostri canali social e sul sito. 

Il pagellone della Serie B 


10 - Frosinone, 5 gol e Serie A

Bastava un punto, sono arrivati 5 gol e la Serie A in stile Alvini: attaccando, dominando, sbranando l'avversario e vincendo con 5 reti. Una grande festa meritata, il trionfo della società (ancora una volta) e dell'allenatore (maestoso). Complimenti.


9 - Entella spaziale: Chiappella ha fatto un miracolo 

Impresa titanica dell'Entella di Chiappella che con un organico probabilmente tra i meno attrezzati della Serie B ha condotto un campionato in perenne zona di galleggiamento. Poi l'acuto finale e la salvezza diretta. Il segreto? Il Sannazzari: 34 punti su 42 sono arrivati in casa e anche la Carrarese si è arresa, un fattore assurdo. 


8 - Cultura del lavoro: a lezione da Breda

Roberto Breda, allenatore del Padova
Padova Calcio

Il Padova è rinato con Breda: non solo la salvezza, ma anche un'ultima giornata da incorniciare. La cultura del lavoro del Mister si è applicata nella preparazione ad una partita “inutile” per gli obiettivi e utile solo alla gloria. Il Padova ha vinto contro un Cesena in lotta: chapeau. 


7 - Dalla C ai playoff: l'Avellino ringrazia Ballardini

Dalla zona Serie C vicinissima ai playoff, quasi senza fatica. L'Avellino è diventato grande nelle mani di Davide Ballardini che in Irpinia ha fatto un capolavoro. Playoff agguantati, sogno che si alimenta seppur col futuro tutto da scrivere. Grande lavoro per Balla.


6 - Minimo sindacale e brivido: il Bari fa il suo

Il Bari per 9 minuti è stato in Serie C: i minuti in cui era sotto a Catanzaro e il Pescara avanti sullo Spezia. Un brivido notevole considerando che i giallorossi erano imbottiti di turnover. Poi il tris, una vittoria che in condizioni “normali” sarebbe stata un'impresa ma che è solo il minimo sindacale in vista dell'ultimo atto diviso in due partite ai playout. 


5 - Monza coi remi in barca: testa ai playoff 

Un Monza già sfiduciato tira i remi in barca contro l'Empoli pensando direttamente ai playoff. I toscani ne approfittano raccogliendo il punto salvezza. Ci sarà lavoro da fare per Bianco. 


4 - La mira del Sudtirol: errori che pesano

Gli altoatesini sono in caduta libera ma nel finale della sfida con la Juve Stabia l modo per interrompere il crollo c'è stato. La mira dei calciatori del Sudtirol, però, è stata da rivedere. Errori grossolani che avrebbero potuto significare salvezza diretta. 


3 - L'errore di Koffi: la sliding door della salvezza? 

L'errore di Koffi è, per la grandezza dell'occasione, incredibile. L'attaccante del Catanzaro a porta sguarnita ha calciato fuori il pallone che avrebbe portato i giallorossi sul 2-1 contro il Bari, potendo minare la psiche già fragile dei biancorossi. Questo, più di tutti, è stato l'episodio da sliding door dell'ultima giornata?


2 - Bleve horror: errori incredibili

Bleve da horror nella sfida tra Entella e Carrarese. Il portiere degli Apuani si è reso protagonista di due errori grossolani, di lettura e anche stilisticamente rari da vedere. Due uscite fuori area fuori tempo e gol regalati. 


1 - Manifesto Cole: il disastro è servito

Il Cesena completa il proprio disastro avendo tra le mani i playoff e gettandoli. Come? Col manifesto di Ashley Cole: difesa inesistente, solidità pure. A questo giro sono arrivati 3 gol (di cui 2 da Shpendi ‘magicamente’ prolifico se rimesso in zona area di rigore). Vantaggio enorme gettato alle ortiche e rifondazione necessaria.


0 - Alle devastazioni: criminali, non tifosi

Transenne incendiate, fumogeni, petardi, bombe carta e scia di devastazione quando la tempesta era ormai passata. Lo ripetiamo: il tifoso è l'anima del calcio, il criminale no.