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Il Brescia, dopo il mancato pagamento del debito di 3 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate, è miseramente fallito: il marchio biancoblù è stato consegnato in Comune, nelle mani della sindaca Laura Castelletti, che in queste ore frenetiche sta cercando una soluzione per provare a salvare il salvabile.



Come affermato da Tuttosport, la sindaca avrebbe convocato un vertice d'urgenza con Giuseppe Taini (Ospitaletto), Giuseppe Pasini (Feralpisalò) e Ludovico Camozzi (Lumezzane), presidenti delle altre tre squadre bresciane attualmente impegnate nel professionismo. Con questo incontro si vuole capire se almeno uno tra i tre patron sarà disposto ad abbandonare storia e colori sociali per abbracciare quelli delle Rondinelle, permettendogli di non perdere ulteriori categorie. Se la risposta sarà un categorico rifiuto, allora esistono le opzioni Pro Palazzolo e Desenzano in Serie D, secondo le indiscrezioni ben più disposte dei sopracitati a diventare il nuovo Brescia.



Infine, data l'impossibilità di utilizzare la parola "Brescia" nel nome del club per almeno una stagione, indipendentemente dalla categoria, serve un nuovo nome: da quello che filtra, "Leonessa" pare il più accreditato.