🎙️ Catanzaro, Favasuli: "Serie A? Un sogno, ci dobbiamo provare"
Favasuli analizza il momento del Catanzaro

Costantino Favasuli, diventato uno dei simboli del Catanzaro di Aquilani, ha rilasciato un'intervista molto significativa. Riprendiamo le sue parole da La Gazzetta del Sud.
Il percorso di Favasuli
Perché il tuo soprannome è toro?
«Quando ero più piccolo mi chiamavano così i compagni alla Segato. Quando sono tornato in Calabria hanno ripreso a farlo».
Quanto è cambiato Aquilani da quando ti allenava nel vivaio della Fiorentina?
«Tanto: in Primavera gli interessava soprattutto farci crescere, le prestazioni individuali e di squadra, meno il risultato. Ora è sempre concentrato sulla prestazione, ma è chiaro ed è giusto che la vittoria e il risultato sono il primo obiettivo. Ed è cresciuto molto anche tatticamente».

Tu, Pigliacelli e Iemmello gli unici sempre in campo: cosa significa per te?
«È una cosa bellissima che dimostra la fiducia del mister che io cerco sempre di ripagare per non farlo pentire della scelta».
Com’è giocare da calabrese nella tua terra?
«Mi sento a casa e in ogni partita dieci miei famigliari mi vengono a vedere, mentre prima non succedeva. È diversa l’aria, sono diverse le persone, dare qualcosa in più mi viene naturale».
Il cammino del Catanzaro
Immaginavi un campionato così positivo all’inizio?
«Quando sono arrivato in estate avevo la percezione di poter puntare ai playoff, la squadra era forte e due semifinali non si fanno per caso. Dopo le prime otto giornate senza vittorie ero un po’ preoccupato, conoscendo il mister sapevo servisse tempo per assimilare il suo gioco. Poi siamo migliorati e ora giochiamo benissimo».
Date anche l’impressione di divertirvi, è così?
«Sì, è il gioco che vuole proporre Aquilani che ti fa divertire, ti fa sentire allegro e forte. Penso che noi e il Venezia siamo le squadre che si esprimono meglio, lo dimostriamo anche sotto pressione».
La vittoria più bella del campionato?
«Per me due: la rimonta con l’Empoli e la prima del nostro torneo, contro il Palermo».
L’avversario più difficile da affrontare?
«Azzi del Monza è il miglior “quinto” della B. Poi Elia dell’Empoli, anche Zampano del Modena».
Il Modena (ieri allenamento mattutino a San Floro) che non avete affrontato a causa dell’allerta meteo...
«Avrei voluto giocare, quando prendi il ritmo con le vittorie non vuoi fermarti, ma mi sono messo subito a pensare al Cesena, dove sabato sarà difficilissima e dovremo avere il massimo dell’energia».
Hai un idolo?
«Da piccolo giocavo più avanti e mi piaceva tantissimo Neymar, ora dico Cancelo».
Se pensi alla Serie A...
«Un sogno che ho sempre avuto da bambino e mi spinge a dare il massimo. Perché non sognare? Ce la possiamo giocare con tutti e ci dobbiamo provare».