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Simone Bonetti, difensore della Reggiana, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha ripercorso la sua carriera:



"Sono passato da 800 spettatori alle 35mila persone del Barbera. L’esordio è stata la gioia più grande della mia vita. Pohjanpalo è il giocatore che più mi ha impressionato, difficilissimo da marcare".



"Devo ringraziare il club, il mister e compagni come Magnani e Rozzio: accanto a loro mi sento protetto".



"So che devo lavorare tanto. La testa fa la differenza. Per questo porto avanti anche gli studi: mi sono iscritto a Scienze Motorie, perché il calcio dura 15-20 anni e serve un futuro".



"Già giocare nella Reggiana è incredibile. Da bambino conservai un ciuffo d’erba del Città del Tricolore: speravo di tornarci da calciatore. Idolo? Bastoni. Ha cambiato il modo di vedere i braccetti".



"Numero 43? È per mia nonna nata nel 1943. Vorrei che vedesse i miei traguardi".