Fedele al Calcio - Qualità, corsa e coraggio: Pescara, brilla il talento di Berardi
La nuova gemma del Pescara
Le copertine, nel recente passato, sono andate - a ragion veduta - per il luccicante talento di Matteo Dagasso. Il riferimento è ai fascicoli riguardanti il settore giovanile del Pescara, che negli anni - da Verratti in poi, per intenderci - si è contraddistinto per una notevole attenzione alla fioritura di calciatori da prima squadra.
Approdato al Venezia, il classe 2004 ha lasciato un vuoto tecnico - che la proposta dell'ottimo Gorgone sta con estremo merito tentando di colmare - e simbolico. Quest'ultima coccarda, quella di rappresentante delle lande pescaresi, è stata indossata da Lorenzo Berardi.
Pescara, Berardi è un gioiello
Definitivamente inserito nei meccanismi della prima squadra (la società l'ha saggiamente blindato), con la quale è aggregato da inizio stagione, Berardi è - senza alcun dubbio - una delle note più liete delle ultime settimane di calcio vissute dall'intera cadetteria.
Mezzala (dov'è stato ultimamente impiegato), esterno sinistro (dove si è messo in mostra nel primo spezzone corposo giocato in questo campionato, quello contro la Juve Stabia dello scorso 10 gennaio), esterno d'attacco: Berardi brilla, in prima istanza, per quella che viene comunemente definita duttilità, ma che nel calcio moderno è interpretabile come l'ampia capacità di saper interpretare varie funzioni e altrettanti principi in più zone di campo.

Coraggio, corsa, umiltà e incisività
Mancino dalla corsa perpetua, la sua capacità atletica viene elevata da doti tecniche assolutamente rilevanti e, soprattutto, da una spiccata capacità di saper fare la scelta giusta (con una piacevole propensione per la ricerca di soluzioni utili allo sviluppo offensivo del gioco). Coraggioso in campo e umile fuori, il figlio e nipote d'arte (il padre Simone è cresciuto - non a caso - nel settore giovanile del Pescara, prima di vestire le maglie di Pergo Crema, Pro Vasto, Nardò, San Marino, Paganese, Potenza, Latina e Palestrina, mentre il nonno è stato un dirigente del Delfino) sta mostrando una tangibile personalità, attitudine necessaria in un momento (ma in misura più ampia in una stagione) così complicato e decisivo per i suoi.
I commenti sulla stagione degli abruzzesi saranno inevitabilmente - e legittimamente - condizionati dal verdetto del rettangolo verde, ma la cura e la continuità nel lavoro con i giovani restano un merito che va oltre il (pur fondamentale) risultato sportivo. Lorenzo Berardi, dopo aver raccolto l'eredità di Dagasso, merita di sbocciare definitivamente.