🎙️ Benevento, Floro Flores: "Mi porto dentro Zeman, a Vigorito devo tanto. Ecco come vedo il futuro"
Floro Flores analizza la cavalcata dei suoi ragazzi

Antonio Floro Flores, fresco di promozione in Serie B con il suo Benevento, ha analizzato il percorso fatto per portare a termine la cavalcata verso il salto di categoria. Riprendiamo le sue parole da La Gazzetta dello Sport.
La cavalcata del Benevento
Promozione - “È un'emozione che non avevo mai vissuto, momenti cosi accadono di rado. Da calciatore non ero così maturo, sono stato il primo a non comprendere le mie potenzialità. Per questo sento di dovermi riscattare”.
Dalle giovanili alla prima squadra - “Da un incontro con Pasquale Foggia. Venivo da due stagioni difficili e mi chiedevo se il calcio fosse ancora il mio mondo, poi ho capito di voler lavorare con i ragazzi. Ma se mi avessero detto che in così poco tempo sarei arrivato qui non ci avrei creduto”.
Vigorito - “A lui devo tantissimo. Quando è arrivata la chiamata per la prima squadra è stata una sensazione incredibile, ma anche piena di paura. Sapevo quanto volesse la promozione e ho lavorato ogni giorno per non deluderlo. Dopo la vittoria gli ho detto, scherzando ma non troppo, che dovrei togliere la statua di Padre Pio dal mio giardino e mettere la sua”.
Giovani - “È la soddisfazione più grande. I giovani hanno bisogno di fiducia: se li fai giocare, devi accettare che possano sbagliare. In italia spesso succede il contrario, al primo errore li togli. Credo che vadano ac-compagnati, protetti, ascoltati”.
La visione di Floro Flores
Consapevolezza - “Contro l'Atalanta U23. Perdevamo 3-1, ma negli occhi dei ragazzi ho visto una squadra viva e in grado di riprenderla. Prima della partita decisiva contro la Salernitana, invece, ho chiesto al mio collaboratore di raccontare una barzelletta senza fare nessun discorso motivazionale”.
Allenatori del passato - "Zeman è quello che mi porto più dentro. Ma da calciatore non ho mai pensato di allenare. Oggi invece studio molto. Apprezzo Fabregas per il coraggio, Spalletti per la capacità di evolversi".
Biancolino - "Ci siamo incontrati casualmente l'estate scorsa, mi raccontava le sensazioni provate, senza sapere che pochi mesi dopo mi sarei trovato nella sua stessa situazione. È un amico, dopo la vittoria mi ha scritto".
Consigli al figlio calciatore - "Di non fare i miei errori. Di lottare sempre, anche quando gioca meno. E di non aver paura di sbagliare. Gli allenatori passano, quello che sei resta".
Ambizioni - “Sono ambizioso, direi nella zona alta della classifica. Ma prima ancora voglio valorizzare i giovani, far divertire la squadra e regalare emozioni ai tifosi".