Fedele al Calcio - Sampdoria, Possanzini può essere la luce per diradare l'oramai ciclica incertezza: ecco perché
I blucerchiati non dovrebbero lasciarsi scappare il tecnico
Difficile rubricare un periodo alla voce “giornate frenetiche”, quando l’imprevedibilità è diventata una compagna di viaggio. Le ultime annate della Sampdoria sono state indiscutibilmente caratterizzate dall’assenza di qualsiasi forma di linearità, situazione che ha generato tante difficoltà, altrettante ombre e – purtroppo – poche luci. Una ciclicità che non rende giustizia né supporta la storia di una piazza che merita la luna ma è costretta a camminare su strade scoscese.
Sampdoria nuovamente alla ricerca di sé
L’ennesima rivoluzione è stata avviata: il CEO Area Football Jesper Fredberg ha assunto la centralità delle operazioni, dando forma a decisioni nette, inaspettate e viste con un cumulo di pressione da parte della piazza. Via Andrea Mancini, via Invernizzi, Lombardo tenuto sul filo ma – è oramai certo – non confermato come allenatore della prima squadra.

Cosa ne sarà del futuro? Americo Branco, superate alcune incertezze burocratiche, sarà il Direttore Sportivo. Accanto a lui, nuove figure operative e manageriali. Un discorso che, come diretta conseguenza, porta a parlare della scelta per la guida tecnica. Diversi profili sono stati menzionati, ma ce n’è uno che, a detta dell’autore dell’articolo, può essere il valore aggiunto: Davide Possanzini.
Perché Possanzini è l'uomo giusto per la Sampdoria
Reduce dal percorso con il Mantova, dove al di là dei meri risultati è stato lampante il legame tra lavoro, proposta e valorizzazione dei calciatori, Possanzini è senza alcun dubbio un tecnico che plasma, assembla e indica una via, tratti di cui ha nettamente bisogno l’ambiente e la squadra. In una rosa che, ad oggi, non è stata assolutamente delineata, assegnare la direzione dell’orchestra a un profilo di questo tipo vorrebbe dire lanciare un messaggio a tutti i portatori di interesse, sia in campo che fuori. Promotore di un calcio dove l’iniziativa del singolo è valorizzata dai comportamenti collettivi, dando dunque funzioni, responsabilità e protagonismo ai calciatori in ognuno degli aspetti del gioco, l’ex centravanti coltiva una visione di questo sport molto compatibile con il fuoco di una realtà come quella blucerchiata.

La Sampdoria beneficerebbe dunque di un’identità, di principi di gioco propositivi, moderni e coinvolgenti, a partire dai compiti conferiti al portiere (basti pensare, a titolo di esempio senza alcun dubbio banale ma utile a rendere concreto il concetto, che Possanzini ha concluso nel 2015, ergo ben undici anni fa, il corso UEFA Pro con una tesi dal titolo “La costruzione da dietro: idee ed esercitazioni sull'inizio gioco partendo dal portiere”) fino a tutte le relazioni tecnico-tattiche con cui vivere la partita.
Un matrimonio che, così presentato, restituisce la netta sensazione di poter otturare l’incertezza che un ambiente inevitabilmente percosso sta vivendo. Una scelta di questo tipo, per concludere, restituirebbe tra l’altro credibilità a un percorso, quello del duo Tey-Walker, con tante, troppe insicurezze.