I De Laurentiis ricorrono al Collegio di Garanzia contro la norma sulle multiproprietà: il comunicato
DE LAURENTIIS MULTIPROPRIETA' BARI - Nuovo capitolo relativo alle multiproprietà nel calcio italiano. La famiglia De Laurentiis, che detiene le quote del Napoli e del Bari, sembrerebbe essere intenzionata a non mollare. Aurelio e Luigi De Laurentiis, infatti, hanno deciso di fare ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI contro la norma relativa alle multiproprietà varata dalla FIGC. Ecco il comunicato riportato da "Ilmattino.it":
«Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto un ricorso presentato dal Cav. Aurelio De Laurentiis, in proprio e nella qualità di legale rappresentante pro tempore - Presidente del C.d.A. - della società S.S.C. Napoli S.p.a., nonché di legale rappresentate pro tempore - Presidente del C.d.A. - di Filmauro S.r.l., e dal Dott. Luigi De Laurentiis, in proprio e nella qualità di legale rappresentante pro tempore - Amministratore Unico - della S.S.C. Bari S.p.a., contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), nonché contro la Lega Nazionale Professionisti Serie A (LNPA), la Lega Nazionale Professionisti Serie B (LNPB) e la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), per l'impugnazione della decisione della Corte Federale d'Appello della FIGC, adottata con C.U. n. 0095/CFA del 22 giugno 2022, con la quale, nel respingere il reclamo dei suddetti ricorrenti, è stata confermata la decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, adottata con C.U. n. 0145/TFN-SD 2021-2022 del 13 maggio 2022, che aveva respinto il ricorso dei medesimi ricorrenti avverso la Delibera del Consiglio Federale della FIGC, pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021, relativamente alla modifica dell'art. 16 bis NOIF, nonché di ogni atto presupposto o conseguente. La vicenda afferisce alla nuova formulazione dell'art. 16 bis delle NOIF, che vieta partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado».