PSB LIVE - Mancini: "Reggina, manca il guizzo di qualità. Cittadella progetto affascinante"
RICCARDO MANCINI DAZN
Riccardo Mancini, noto telecronista di DAZN, è intervenuto ai nostri microfoni nel corso della settimana puntata di B-Analizziamo, trasmissione ideata e curata dalla nostra redazione. Diversi gli argomenti toccati, a cominciare da Reggina-Lecce, partita che Mancini ha commentato dallo Stadio Oreste Granillo: "L’approccio di Menez in quel di Reggio Calabria è stato ottimo, con due gol in due partite e la sensazione che avesse portato una mentalità diversa. Ha avuto successivamente dei problemi fisici, Toscano ne ha forzato il rientro e questo ha causato una ricaduta, ma Jeremy non ha più vent’anni e il suo fisico deve essere gestito in maniera diversa. Alla Reggina sta mancando proprio il guizzo di qualità, discorso che riguarda anche il centrocampo.La stessa scelta di schierare Charpentier mi ha lasciato un po’ perplesso perché il ragazzo, che purtroppo si è rifatto male, non giocava da tanti mesi: ha contratto il COVID, ha sofferto per problemi alle ginocchia ma è stato ugualmente gettato nella mischia con grande responsabilità, perché la Reggina deve trovare il gol. Non era facile. La questione, com’è percepibile, tocca anche quella zona di campo: Rivas non è un centravanti, ha giocato spesso lì ma sbaglia una quantità infinita di occasioni; Denis non riesce a fare la differenza come in Serie C, perché si tratta ovviamente di due campionati diversi. Parliamo, dunque, di una serie di fattori che sta inficiando sul rendimento di questa squadra, a mio avviso in particolar modo in avanti, anche perché nel reparto arretrato non manca esperienza: Di Chiara viene da una stagione negativa con il Perugia, però è un giocatore di categoria e dal grande impatto, così come Loiacono, che tanti gettoni in cadetteria.
Il Lecce mi dà la sensazione di essere diventato un po’ più prevedibile rispetto a inizio campionato, soprattutto a centrocampo, dove Tachtsidis è sempre l’uomo in più ma stanno mancando gli inserimenti delle mezzali, che dovrebbero correre un po’ di più e non lasciare al greco l’arduo compito di fare entrambe le fasi in modo fluido e continuo. Björkengren già contro il Cittadella non mi aveva convinto, i due interni sono un po’ troppo timidi.
I salentini stavano avendo problemi per quanto riguarda i gol subiti, alle volte anche per errori individuali, ma contro la Reggina sia il reparto che i singoli hanno retto. Per tornare a quanto detto inizialmente, ritengo che stia mancando un po’ di qualità in mezzo al campo, mentre in avanti c’è gente che meriterebbe probabilmente un’altra categoria, come Mancosu, Coda e Stepinski. Corini ha portato un certo tipo di mentalità, questo è importante perché non basta avere una squadra forte, ma bisogna un approccio significativo, altrimenti è difficile centrare i propri obiettivi, in questo caso il ritorno in Serie A".
RICCARDO MANCINI SUL CITTADELLA
Mancini si è poi soffermato sul Cittadella: "Il dg Marchetti sul mercato sta facendo un lavoro che credo a pochi sia riuscito in questi anni, non solo in Serie B. Vendi uno come Davide Diaw, che vediamo come sta rendendo anche a Pordenone, se ti privi di un profilo come Moncini l’anno prima dopo un finale strabiliante, e prendi dalla Serie C gente che riesce comunque a fare la differenza, nonostante quello sia un campionato diverso. A me piacciono molto Ogunseye e Tsadjout, anche se non hanno l’istinto del bomber come i loro predecessori. Credo che su di loro si possa lavorare bene, sono giovani con ampi margini di crescita e miglioramento: anche in questo caso il club credo ci abbia visto lungo.
Anche quest’anno, che è l’ennesimo con Venturato in panchina, facendosi forza grazie a un gruppo molto compatto credo possano essere competitivi. Stanno avendo continuità di anno in anno e non è assolutamente facile. In tanti secondo me pensavano che prima o poi i granata si sarebbero fermati e invece continuano a brillare. Si tratta di un progetto che a me affascina tanto perché non ha mai nomi di grido, magari provenienti dalla Serie A, eppure riesce a essere sempre sul pezzo e fare campionati di grande livello. Anche quest’anno potrà disturbare Lecce, Empoli e SPAL. Per me sono le più forti, però dobbiamo tenere in considerazione anche il Cittadella".
FOCUS SULLA SALERNITANA
Uscita pesantemente sconfitta dalla sfida contro l'Empoli, ecco il pensiero di Riccardo sulla Salernitana: "Non credo che il mercato stia influenzando le prestazioni di questa squadra, anche perché molti ragazzi che giocano a Salerno mi dicono che il gruppo è unito. Io vedo una Salernitana un po’ fragile soprattutto fuori casa, dove ha degli inspiegabili passaggi a vuoto, mentre in casa ha una maggiore continuità di prestazioni. Anche se in questo periodo la differenza tra casa e trasferta si è quasi azzerata, la Salernitana soffre la pressione di giocare lontano dall’Arechi. Questo fattore l’ho notato anche l’anno scorso quando c’era Ventura. Io penso che Castori abbia portato un pizzico di mentalità a questa squadra, anche perché conosce questo campionato ed ha fatto pure qualche salto di categoria importante dalla B alla A. Fuori casa ci sono amnesie importanti, questo è palese. Certo, la società a volte da fuori può dare l’impressione che non si espone sempre in maniera decisiva, però non credo che questo può condizionare eccessivamente quello che accade in campo".
IL PENSIERO SULL'ASCOLI
"Ad inizio anno pensavo che l'Ascoli fosse spacciato: ha venduto tanto e preso diverse scommesse e pensavo ad un campionato complicato. Ma con questo mercato, con la scoperta di Sabiri e Bajic, c'è gente che qualcosa di positivo e costruttivo lo sta portando alla squadra. Ora credo che la salvezza sia un obiettivo percorribile, i marchigiani hanno trovato quella continuità che ad inizio anno non c'era. Avere tanti calciatori provenienti dall'estero non è facile ed all'inizio si è faticato a trovare la quadratura del cerchio. Non sarà semplice perché ci sono tante agguerrite, vedasi l'Entella data per spacciata ma che si è rimessa in corsa. L'Ascoli, con gente come Kragl e Cavion, calciatori che sanno tirare la carretta, può dire la sua nella lotta alla salvezza".