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Ripercorrendo la linea del tempo, questo non è certamente il miglior momento storico per la Sampdoria. Fase in cui scetticismo, dubbi e perplessità spadroneggiano, tentando – senza riuscirci – a ottenebrare la lucentezza di uno stemma che ha sempre potuto vantarsi di avere una posizione privilegiata nei racconti riguardanti il calcio italiano, il Doria sta vivendo un’altra estate dove l’argomento principale – in attesa di poter lucidamente valutare l’operato degli architetti deputati alla costruzione della rosa e degli obiettivi – resta la speranza.

In questa fragilità intrinseca, bisogna comunque dare modo alla luce di diradare le nubi. Quella che porterà al Ferraris Lorenzo Insigne, atterrato ieri sera a Linate, è senza alcun dubbio un’operazione rilevante. Il Magnifico, come veniva soprannominato nella sua terra, quella Napoli che non sempre ne ha capito l’impatto e il valore, è un calciatore in grado di maneggiare a proprio piacimento gli equilibri della partita, a patto chiaramente che la condizione fisica ne segua il genio. 

Insigne, attaccante del Pescara
Photo by Marco Zac/ZUMA Press Wire/Shutterstock - Via IPA Sport

L’ex Pescara, messo a distribuire petali sulla trequarti assieme a un altro estroso come Tjaš Begic, restituisce un’inebriante sensazione di talento e, al contempo, la percezione di dover completare il tridente. Qui subentrano i discorsi sul riferimento offensivo: un tema chiacchierato, ma che la Sampdoria potrebbe risolvere guardando in casa propria, evitando spese ulteriori e scommesse più vicine al rischio che all’opportunità.

Sampdoria, non accantonare Tutino

Nel ginepraio di nomi finora accostati, meriterebbe di avere una rinnovata centralità Gennaro Tutino, rientrato al Doria dopo la sfortunata parentesi ad Avellino. 

Percosso dai problemi fisici, l’attaccante classe ’96 ha visto il recente passato limitato da questo tema, ma 18 mesi di difficoltà non possono asciugare un’intera carriera di meriti. Tutino, è necessario pescare dall’analisi delle annate che furono, con la Sampdoria era partito più che bene, con cinque gol e quattro assist da agosto a gennaio nell’annata 24/25, prima che i problemi acquisissero voluminosità.

Da lì una spirale di problemi, ricadute, una gestione non perfetta – anzi – da parte di chi avrebbe dovuto agevolarne il ritorno al top della forma. Una sommatoria di errori che ne hanno minato anche il prestito all’Avellino, vissuto costantemente con il freno a mano tirato. 

Perché Tutino è l'attaccante giusto per la Sampdoria

Ora, però, l’ordine delle cose è tornato quello che aveva reso il napoletano uno degli attaccanti più elogiati del Belpaese: Tutino viene da settimane, se non mesi, in cui sta minuziosamente lavorando su ogni aspetto del proprio corpo e della propria condizione, così da poter essere pronto per la nuova stagione. Per quanto sia certamente più comodo guardare l’ultimo chilometro e non l’intero percorso, parliamo di uno dei pochissimi giocatori di proprietà di un club di Serie B ad avere raggiunto, al momento della pubblicazione del presente articolo, almeno tre volte in doppia cifra nel campionato cadetto (assieme a Pohjanpalo, Moncini, Iemmello, Mancuso e Lapadula). Uno status che non può essere cancellato né ignorato, ma che va invece fortificato aggiungendo la mappatura delle caratteristiche alla mera analisi numerica.

Gennaro Tutino, attaccante della Sampdoria
Photo by Simone Arveda/Getty Images - Via One Football

Un calciatore con le qualità di Tutino – in attesa di vedere cosa porterà in campo Bernardo Corradi, così da poterne analizzare i principi – si sposa con le più variegate richieste tattiche: attaccante in grado di connettersi con i compagni, liberandosi dalle catene del ruolo per ricercare giocate più associative, e famelico quando fiuta la possibilità di attaccare la profondità, possiede dunque un bagaglio tecnico e atletico che incentiva dolci pensieri se inserito in un discorso che comprende, come detto in apertura, Begic e Insigne. Tre calciatori talentuosi, fortemente compatibili: due rifinitori e un centravanti che, a sua volta, ha dimostrato di saper anche rifinire per il compagno. Nota a margine, che probabilmente andrebbe rimarcata con vigoria: Tutino è profondamente legato alla casacca della Samp, come non ha mai mancato di sottolineare.

Nonostante i vari nomi menzionati alla spicciolata, dunque, la soluzione al quesito potrebbe essere in casa. Branco, Fredberg, Samp tutta: perché non valorizzare una risorsa interna e renderla nuovamente patrimonio?