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Il Patron della Reggiana, Romano Amadei, ha rilasciato un'intervista per Il Resto del Carlino in cui ha parlato dell'esonero di Dionigi e del momento granata. Di seguito le sue parole:



Patron Amadei, l’abbiamo vista con un giaccone rosso fuoco inedito allo stadio. Ha portato fortuna…



Risata fragorosa. «L’importante è che mi abbia scaldato… La scaramanzia la lascio ad altri».



È oggettivo invece che il cambio allenatore abbia portato bene.



«Beh, se devo giudicare dall’esito di questa partita direi di sì. Ci è andata bene nel finale, meno male che stavolta il Var è andato a nostro favore annullando il gol del Mantova. Però siamo solo alla prima partita di Rubinacci e il cammino per la salvezza sarà duro perché siamo ancora a diversi punti dalle zone tranquille. Certo, come si dice, chi ben comincia… Ma solo a fine campionato sapremo se abbiamo fatto bene o male a cambiare».



Lei è sempre stato restio sugli esoneri in corsa. L’anno scorso non voleva cacciare Viali.



«È vero, sono sincero, Viali non lo avrei cambiato anche perché mi affeziono alle persone e subentrano anche i rapporti e io in questo non sono molto bravo a decidere, perché nel calcio ci vorrebbero meno scrupoli. La maggioranza, come numero, dei miei soci voleva mandarlo via e alla fine così è stato. Dionigi poi però le prime due le aveva perse, eh. Dopo ha vinto col Modena e da lì è girato il vento fino a raggiungere la salvezza».



Avrebbe tenuto anche lui?



«Sì, mentre gli altri soci erano propensi a cambiare. Poi domenica mattina, all’indomani della sconfitta di Catanzaro, sono venute da me due persone – di cui non farò nomi, quindi non chiedetemelo – davanti all’Immergas. Mi hanno detto che c’era poco da fare e che serviva provare a invertire la rotta. Davanti a ciò, ho sentito purtroppo di accettare questa soluzione».



Non le chiedo il nome, però ha parlato di «due persone»: si tratta di dirigenti o giocatori?



«Vi lascio il dubbio…».



Le dispiace per Dionigi?



«Come ho detto, mi affeziono all’uomo. Non ci siamo frequentati molto, ma come persona non posso dire niente. È stata una presenza positiva e dobbiamo ringraziarlo, come hanno fatto i tifosi con lo striscione, per ciò che ha fatto l’anno scorso. Ho letto il suo messaggio di addio, si è ricordato di me citandomi e mi ha fatto molto piacere. Mi spiace di non essere riuscito a salutarlo di persona, ma chissà che non possa farlo presto».



Invece prima della partita col Mantova è sceso a salutare Rubinacci. Cosa vi siete detti?



«Non mi ricordavo di lui e del suo periodo qui con Nesta. Sono andato a dargli il benvenuto e a stringergli la mano, come è giusto che fosse».



Quindi il suo nome gliel’hanno suggerito sempre quelle due persone domenica scorsa…?



«Volete sapere troppe cose… Però dico una cosa sul nuovo mister: mi ha fatto un’ottima impressione in conferenza. Sa parlare bene ed è importante nel rapporto con la squadra».



Dionigi no?



«Prossima domanda?».



Come valuta l’operato del ds Fracchiolla? È sotto esame?



Silenzio. «Non è che non voglia rispondere, però non saprei cosa dire. Non voglio neppure giudicare un mestiere che non è il mio, anche perché sono anziano, non conosco più tanti giocatori e ho anche questioni di cui occuparmi in azienda. A fine stagione vedremo. Va bene come risposta? Le concedo un’ultima domanda. Non la sprechi…».



Novità societarie in vista?



«Nessuna. Chi sembra interessato non ha i soldi e chi ha i soldi non sembra interessato. Se avete notizie di chi vuole comprare la Reggiana, fatemi sapere…».