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Salvatore Esposito, centrocampista della Sampdoria
Danilo Vigo / IPA Sport / IPA

Il centrocampista della Sampdoria, Salvatore Esposito, ha rilasciato un'intervista sulle colonne dell'edizione odierna de Il Secolo XIX.

I problemi e la ripartenza

Dopo una mezza stagione altalenante nella Sampdoria, la prossima sente di dovere cambiare marcia?

«Essere arrivato in questo club con l’etichetta di un calciatore importante per questa categoria è motivo di orgoglio che non mi ha creato problemi. Sono consapevole di non avere fatto un finale di stagione all’altezza delle mie possibilità e sarà per me una ulteriore motivazione per fare meglio. Come tutti i calciatori importanti so di dovermi prendere responsabilità, impegnare a capire dove si è sbagliato quando si rende al di sotto. Adesso inizia un nuovo corso, mi sento più stimolato e voglioso di fare vedere il vero Esposito, e di mettermi a disposizione dei compagni e dell’allenatore. Per il bene della Sampdoria. Perché sappiamo di avere obiettivi importanti».

Secondo lei è stato criticato il giusto o troppo?

«Quando un calciatore viene criticato, è perché da lui ci si aspetta di più. Critiche eccessive… quando si gioca in una piazza come questa, bisogna mettere in conto che basta una minima cosa per esserlo. A me i pareri esterni non hanno mai condizionato, né quando le cose vanno male né quando vanno bene. Mi sto focalizzando sul presente e futuro. Il passato è passato. Le mie energie le dedico ad altro».

Che problemi ha avuto?

«Se volessi cercare alibi, potrei trovarne tanti… infortuni… nuova piazza… situazioni che presentavano difficoltà… ma sarebbero alibi. Credo che così come hanno fatto bene alla Samp altri ragazzi che sono arrivati a gennaio, potevo fare di più. Ho analizzato quel periodo, ce l’ho in testa, è tempo di andare avanti. Focalizzarmi su quello che posso fare, non su quello che potevo».

E riparte con la stessa pressione sulle spalle...

«Mi stimola. Avere pressioni mi ricorda di giocare in una piazza importante. Mi prendo le responsabilità, i calciatori di personalità, che vogliono essere leader, devono prendersele. Anche più dei compagni. Per lasciare loro più liberi».

La nuova stagione

Ha firmato un contratto lungo. Potrebbe restare alla Samp fino al 2031. Perché questa scelta?

«Quando me lo hanno proposto ho subito accettato. Legarsi per così tanto a un club è un segnale. E per me una ulteriore spinta. Vorrei onorare questo contratto fino alla fine».

Prime impressioni sul ritiro?

«Siamo tutti ragazzi per bene, sono orgoglioso di fare parte di questo spogliatoio che rema dalla stessa parte. Sta crescendo l’entusiasmo che è la base di una casa, di un progetto. Corradi lo conoscevo, ho lavorato con lui quando era collaboratore dell’Under 19. Siamo pronti a seguirlo in tutto e per tutto».

Le parla spesso...

«Si… ma anche con altri. Ci fa sentire importanti, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi. So che mi apprezza, mi inorgoglisce e cercherò di ripagare».

Sebastiano Esposito

Lei e suo fratello Sebastiano non perdete occasione per manifestare il vostro attaccamento a Genova e alla Sampdoria.

«Seba ha un legame fortissimo con la città che ormai è entrata anche dentro di me. Poi c’è la Sampdoria: è difficile che non ti entri dentro se sei un calciatore, basta andare a Marassi una volta e quel colpo d’occhio della gradinata Sud, di tutto lo stadio, ti rapisce. E’ diverso, unico, rispetto a quel che si trova in altre piazze. Ho avuto la fortuna di vestire la maglia di due club blasonati del calcio italiano, perché sono e resto molto legato alla Spezia e alla sua tifoseria. Avrò sempre grande rispetto per loro».

Insigne, nuovo acquisto della Sampdoria
Sito ufficiale Sampdoria

Insigne

Tra lei e Insigne si è creato un grande affiatamento.

«Sapevo che Lorenzo fosse un ragazzo umile ma non così. Dal primo giorno si è messo a disposizione della squadra anche se al momento si sta ancora allenando a parte, ci sta aiutando tantissimo nello spogliatoio. Una bellissima scoperta, non ci fa pesare la sua personalità e la sua carriera. Al di là delle sue riconosciute qualità tecniche, sono sicuro che proprio la sua persona sarà fondamentale per la Sampdoria».

Con gli anglofoni come vi capite?

Nello spogliatoio si ride e si scherza con chiunque. Non sempre è così, non tutti gli anni e in tutte le squadre si riesce a creare una alchimia così speciale. Certo siamo tante persone, di nazionalità diversa, con culture diverse, ma andiamo d’accordo».

Coda, superesperto di B, dice che gli bastano 2 giornate di campionato per capire chi andrà in Serie A.

«In B fare dei pronostici è puro Bar Sport e ogni anno i pronostici vengono smentiti. Coda è così perché lui è avanti. Adesso che ne stiamo parliamo, mi sento di ringraziarlo per come mi ha accolto nella Sampdoria. Mi mancherà sempre nello spogliatoio».