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Joseph Tey, proprietario della Sampdoria
Gabriele Siri / IPA Sport / IPA

Joseph Tey, patron della Sampdoria, ha concesso una lunga intervista a Il Secolo XIX; tra i tanti temi trattati la separazione da Matteo Manfredi, il rapporto con i tifosi e il futuro del club blucerchiato. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti. 

LE DICHIARAZIONI DI JOSEPH TEY

Joseph Tey, proprietario della Sampdoria
Gabriele Siri / IPA Sport / IPA

SEPARAZIONE DA MANFREDI - “È emerso che avevamo visioni diverse sul futuro del club. Non è mai stata una questione personale, ma quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative e degli investimenti effettuati, è necessario assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni. A un certo punto ho ritenuto che il club avesse bisogno di una direzione diversa ed era mio dovere intervenire. Resto comunque grato a Matteo per il lavoro svolto e gli auguro il meglio. Conosciuto prima Radrizzani o Manfredi? Ho conosciuto entrambi nello stesso momento, tramite un contatto comune". 

DE GENNARO PRESIDENTE - “È sempre stato una figura seria e professionale all’interno del club. Abbiamo ritenuto fondamentale garantire al club stabilità e chiarezza nella leadership e Francesco De Gennaro è in grado di assicurare entrambe”. 

POCHI CONTATTI - “Sono una persona riservata e non ho mai cercato visibilità. Il mio approccio è sempre stato quello di sostenere il club dietro le quinte, sia dal punto di vista operativo sia finanziario. Ho sempre creduto nel dare responsabilità alle persone e metterle nelle condizioni di lavorare al meglio, ma riconosco che, soprattutto in una realtà come la Sampdoria, la comunicazione è parte integrante della leadership. Col senno di poi, avrei potuto fare di più sotto questo profilo. I tifosi meritano chiarezza ed è un aspetto su cui intendo migliorare nel futuro”. 

CRITICHE - “Capisco le critiche, soprattutto quando i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Nel calcio questo fa parte delle responsabilità. Oggi però non conta il passato, ma dimostrare con i fatti che stiamo andando nella direzione giusta”. 

RAPPORTO CON I TIFOSI - “Il rapporto con i nostri tifosi è fondamentale. Stiamo lavorando per creare un dialogo più regolare e diretto con loro. La fiducia non si ricostruisce con le parole, ma con la coerenza dimostrata nel lungo periodo e con i risultati. Ed è questo a cui dobbiamo puntare”. 

EPISODIO - “Non torno al Ferraris per l'episodio dell'auto di Manfredi? Quanto accaduto quel giorno è stato grave e non possiamo accettare alcuna forma di violenza nei confronti di chiunque sia legato al club. È una posizione condivisa da tutta la società e sono convinto anche dalla nostra tifoseria. Detto questo, non è la ragione della mia assenza: è stata semplicemente una scelta di approccio, non legata a timore o distanza”. 

INVESTIMENTI - “Ci sono state molte speculazioni, ma è importante distinguere tra dicerie e fatti. I fondi che ho investito sono pienamente legittimi, conformi alle normative e hanno superato tutte le verifiche regolamentari e finanziarie. Questo è un dato oggettivo, non un’ipotesi. Resto concentrato nel sostenere l’Unione Calcio Sampdoria in modo responsabile e trasparente”. 

BUSINESS - “Ho interessi imprenditoriali in diversi settori, tra cui immobiliare, software e proprietà intellettuale, oltre al gaming. Rimando a quanto già le ho risposto nella domanda precedente”. 

RISORSE PER LA SAMPDORIA - “Il mio impegno resta invariato: continuerò a garantire al club le risorse necessarie per affrontare al meglio le sfide che ci attendono. Tuttavia, ritengo che gli investimenti debbano essere effettuati con disciplina e nell’ambito di un piano chiaro e sostenibile”. 

DELUSIONE - “Come ogni tifoso della Sampdoria, in alcuni momenti sono rimasto deluso: che si tratti di seguire la squadra allo stadio dopo una giornata di viaggio o svegliarsi nel cuore della notte a Singapore per assistere a una sconfitta, non è facile. Stiamo però investendo su persone, struttura e performance, e credo fermamente che possiamo invertire la rotta. L’obiettivo resta costruire una squadra di cui i tifosi possano essere orgogliosi”. 

OBIETTIVO - “Il nostro obiettivo è chiaro: tornare in Serie A. Comprendo e condivido la frustrazione legata alle tempistiche. Ritengo però che siamo chiamati a costruire qualcosa che non sia la semplice promozione ma che garantisca alla Sampdoria di mantenere quel livello. Faremo il massimo per riuscirci, nel minor tempo possibile”. 

ALGORITMO - “Il mio interesse per i dati nasce dal mio background imprenditoriale. Non credo che i dati sostituiscano le decisioni calcistiche, ma che le debbano supportare. Il calcio moderno è in continua evoluzione e dobbiamo combinare l’esperienza maturata sul campo con una struttura e capacità di analisi più avanzate”. 

SUL FUTURO

PRESENZA - “Io e il mio team saremo più presenti e coinvolti. Ritengo che una comunicazione chiara e l’allineamento di intenti siano fondamentali. Vogliamo contribuire in modo più attivo al raggiungimento di questo obiettivo. Allo stesso tempo, continuo a credere nell’importanza di responsabilizzare chi gestisce il club quotidianamente”. 

FUTURO E RILANCIO - “In questa fase il focus è su stabilità e ricostruzione. Tutto ciò che stiamo facendo è finalizzato a riportare la Sampdoria nelle condizioni di competere ai massimi livelli. Ogni decisione di lungo periodo sarà sempre presa nel miglior interesse del club”. 

CESSIONE - “Un club come la Sampdoria susciterà sempre interesse. La nostra attenzione però non è sui numeri o sui titoli di giornale, ma sulla costruzione del futuro giusto”. 

TIFOSI - “Non si tratta di come vengo percepito: nel calcio non esistono “proprietari”, ma custodi di qualcosa che appartiene ai tifosi e alla città, come ho scritto nella mia dichiarazione pubblicata venerdì scorso sul giornale. Vorrei essere giudicato per aver fatto il possibile per riportare la Sampdoria dove le compete. Ma so perfettamente che quel riconoscimento andrà conquistato”.