Sampdoria, Veroli: "Ho detto subito si alla Sampdoria. Ho cambiato numero per rispetto a Quagliarella"
Era presente in tribuna nella sfida di Coppa Italia contro il Como Davide Veroli, ansioso di vestire quanto prima la maglia della Sampdoria. Sicuramente è uno dei colpi dell'estate quello del classe 2003, ufficializzato dalla società blucerchiata lo scorso sabato, alla vigilia dell'esordio stagionale. E non sono tardate ad arrivare le sue prime parole, rilasciate ai microfoni de Il Secolo XIX e riportate dal sito calciomercato.com, dove ha raccontato la sua duttilità in campo e il suo fascino per la Sampdoria, sentimento che ha dettato anche la scelta del numero di maglia.
Ecco alcuni estratti dell'intervista
Sul suo trasferimento: "Sono arrivato venerdì, le prime sensazioni sono molto positive. Essere in un club come la Samp mi emoziona. Ora inizio ad allenarmi con la squadra e non vedo l’ora. Quando ho saputo dell’interesse del direttore Accardi ho detto subito sì. E’ stato facile".
Sulla Sampdoria: "Piazza importante, tifoseria calorosa che ho ammirato in Coppa Italia: cantano senza sosta, meritano tanto. C’è grande voglia, entusiasmo, ci sono le basi per fare bene, vogliamo arrivare più in alto possibile. E della Samp mi piacevano Cassano e Pazzini: coppia unica".
Sul suo ruolo: "Nell’Ancona ho iniziato da trequartista. A Pescara ho fatto la mezzala nell’U15, poi il play. E infine difensore centrale, a cambiarmi il ruolo sono stati mister Battisti e Simone Di Martino che ritrovo qui come match analyst. A Catanzaro partivo da terzino sinistro, ma con le rotazioni del calcio di Vivarini in realtà non facevo proprio il terzino. E poi l’ho fatto in U21. Ma il ruolo che ho fatto di più è il braccetto sul centrosinistra. Cambiando sempre ruolo non avevo un modello, però da quando gioco in difesa mi piace Bastoni".
Sul numero di maglia: "Il 72. In realtà il mio numero è il 27 ma qui lo usava Quagliarella e non mi sembrava il caso. Così ho invertito e ho preso il 72".