🫂 Cassandro: "A Catanzaro la gente ti dà tutto, mi sento a casa. Serie A? Possiamo giocarcela"
Rapporto oramai simbiotico

Tommaso Cassandro, difensore e sempre più leader del Catanzaro, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Gianlucadimarzio.com:
"Quando sono arrivato a Catanzaro non sapevo cosa aspettarmi, ma qui le persone ti danno tutto per farti sentire a casa. Per me basta sentire il loro calore, vivere ogni partita come fosse l’ultima e mettere il cuore in ogni scelta in campo. Così un posto lontano diventa casa. Sapevo già a inizio mercato che il Catanzaro voleva riprendermi. A metà giugno sembrava tutto svanito, poi all’ultimo giorno abbiamo trovato l’accordo. Quando ho capito che sarei tornato ero felicissimo: è stata una scelta di cuore e di progetto. Segnare tre volte in campionato, con l’ultimo gol decisivo contro l’Empoli, è una grande soddisfazione. Il mio compito resta difendere, ma quando riesco ad aiutare la squadra così è gratificante. Però so che è momentaneo: bisogna ripartire subito. Abbiamo una squadra costruita bene: senatori che conoscono il peso della maglia e giovani che stanno crescendo.
Ognuno dà il massimo e questo crea compattezza e motivazione. Aquilani mi sta aiutando molto nella gestione della palla e nelle scelte. Posso sganciarmi per aggredire o accompagnare l’azione. Mi dà libertà e cerco di ripagare la fiducia. Quest’estate il direttore mi ha preso per fare il braccetto. Dalla partita con il Palermo, quando il mister mi ha rimesso lì, ho dimostrato che è il mio ruolo congeniale. Anche quando l’anno scorso non riuscivo a far felici i tifosi come avrei voluto, non ho mai mollato. I fischi erano uno stimolo: sentire quanto ci tengono mi ha spinto a migliorare. Il soprannome “Demone” nasce da una partita a briscola: feci perdere Biasci con una giocata che per lui non aveva logica e mi disse “Sei un demone”. Da allora tutti mi chiamano così, anche sui social. Non proclamiamo il sogno Serie A, ma sappiamo di potercela giocare con tutti. Ogni partita è cruciale e il gruppo è forte e unito. Ho studiato Scienze Motorie e poi Sport Management perché voglio capire cosa facciamo ogni giorno e come funzionano le società. Ora sto seguendo anche il corso da direttore sportivo: è un progetto per il futuro, ma oggi penso al campo. Catanzaro mi ha adottato e io voglio ricambiare correndo e lottando fino all’ultimo secondo. Ogni partita e ogni allenamento contano. Il futuro è da costruire, ma sono pronto a dare tutto".