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Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone
Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images - Via One Football

Il Presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di TMW in cui ha parlato della trionfale stagione del suo club. I Ciociari hanno raggiunto la promozione in Serie A con il secondo posto, dietro al Venezia. Ecco le sue parole:

Il piacere è sempre quello della sera dell’8 maggio, dobbiamo continuare a viverlo ancora per qualche giorno, poi ci caleremo nella realtà della nuova stagione sportiva. Però è anche giusto assaporare questo tipo di soddisfazione, molto rara”.

Che sapore ha questa promozione?
“Particolare, perché non è tanto importante la promozione, quanto il modo come è stata costruita: con quegli ingredienti di cui si parla spesso nei convegni. Cioè l’equilibrio economico-finanziario, lo sviluppo delle infrastrutture e dei settori giovanili, la valorizzazione del brand. Noi abbiamo fatto questo, e poi abbiamo avuto un allenatore che è stato il software di questa macchina, è riuscito a dare l’entusiasmo e l’energia di cui avevamo bisogno”.

La promozione in Serie A

C’è stato un momento della stagione in cui ha temuto?
“Ho vissuto tutta l’annata con molto realismo, ho sempre pensato che i campionati in Serie B cominciano nel mese di marzo. Noi tra febbraio e marzo abbiamo un po’ rallentato, pensavo che forse avevamo assunto un andamento più simile rispetto alle aspettative di inizio stagione”.

E quando ha capito che ci sareste arrivati?
“Fino al termine della partita con la Juve Stabia, a cui non ho nemmeno voluto assistere, con la contemporanea notizia della sconfitta del Monza, non avevo proprio capito cosa stesse avvenendo”.

Massimiliano Alvini, allenatore del Frosinone
Fonte foto: Frosinone Calcio

Alvini, Castagnini e la società

Alvini deus ex machina, è stato bello vederlo rilanciarsi con voi…
“Sì, anche perché l’ho visto lavorare sul campo: ho visto la capacità di saper trasmettere entusiasmo ed energia a questi ragazzi. Ho visto delle persone che si divertivano, è una cosa che fa piacere: quando fai calcio e vedi questo, per tutti coloro che vivono nel nostro mondo è il piacere più grande”.

Alvini fa rima con Castagnini.
“Assolutamente. Ha scelto quell’allenatore dal primo momento e ha sempre difeso questa scelta”.

Altre società dovrebbero prendere esempio da voi, a livello economico.
“È una condizione necessaria fino a una certa altitudine. In Serie A non basta: dovremo metterci in discussione, ed essere generosi verso l’ambiente e la squadra. Saremo disposti a qualsiasi sacrificio per mettere l’allenatore in grado di essere competitivo”.

L'obiettivo del prossimo anno e la visione sui playoff

Salvarsi sarebbe?
“Come vincere la Champions League”.

Quale sarà la terza promossa?
“Bella domanda. Prima dell’andata tra Catanzaro e Palermo avrei potuto pensare a una finale tra Monza e Palermo. Però il Catanzaro è la squadra più simile al Frosinone, la vedo messa bene: ha giovani, voglia di arrivare, un allenatore bravo ed emergente. Non c’è nulla di scontato”.