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La Serie B, da anni, regala tante emozioni giornata dopo giornata. Ogni campionato è incerto e, numeri alla mano, è tra i più difficili al mondo. Purtroppo, oltre ad un lato della medaglia bello e splendente, ce n'è uno cupo e oscuro.



Un lato che non dipende affatto da "nessuno" dei protagonisti ma è figlio di dinamiche quasi impossibili da sradicare nel calcio italiano: quello delle penalizzazioni per motivi di vario genere. A questo giro, nella Serie B 2024-2025, è il Cosenza a vedere il segno - accanto ai numeri tolti. 4 punti di penalizzazione, al netto di ricorsi e possibili sconti, che comunque non annulleranno il tutto.



La statistica



Ma da quanto tempo non vediamo un campionato di Serie B senza penalizzazioni, fallimenti e illeciti di varia natura? Da tantissimo tempo, troppo tempo: dalla Serie B 2001-2002. All'inizio di quel campionato il mondo aveva ancora le Torri Gemelle, in Italia circolava la Lira e non l'Euro che sarebbe subentrato nel gennaio del 2002 e nelle radio impazzava "Tre parole" di Valeria Rossi. Nel mondo del calcio la Juve saluta Zidane verso Madrid ed accoglie Buffon, Thuram e Nedved. Da quel momento in poi sono stati comminati ben 181 punti di penalità.



Di seguito la statistica.



24/25: Cosenza (-4)



23/24: Sampdoria (-2)



22/23: Parma e Genoa (-1), Reggina (-5)



21/22: Reggina (-2)



20/21: Chievo Verona fallito, Cosenza riammesso



19/20: Trapani (-2)



18/19: Palermo (-20) poi fallito, Foggia (-6). Venezia riammesso.



17/18: Bari (-2), Cesena (-15). Bari, Avellino e Cesena escluse per problemi finanziari



16/17: Benevento (-1), Latina (-4), Pisa (-4), Avellino (-2). Latina escluso dal campionato.



15/16: Virtus Lanciano (-4), Novara (-2)



14/15: Brescia (-6), Varese (-4). Catania declassato e Brescia ripescato dopo il fallimento del Parma retrocesso dalla A



13/14: Siena (-8), Bari (-4), Reggina (-1). Siena poi escluso per problemi finanziari



12/13: Bari (-7), Grosseto (-6), Novara (-3), Modena (-2), Reggina (-2), Crotone (-2), Ascoli (-1), Varese (-1)



11/12: Ascoli (-7), Bari (-6), Juve Stabia (-4), Crotone (-2). Vicenza riammesso



10/11: Ascoli (-6)



09/10: Salernitana (-6), Ancona (-2), Crotone (-2). Triestina ripescata



08/09: Ascoli (-1), Treviso (-1), Avellino (-2)



07/08: Spezia (-1). Avellino ripescato



06/07: Juventus (-9), Arezzo (-6), Pescara (-1), Triestina (-1)



05/06 Il Catanzaro, a causa del dissesto economico-finanziario, viene iscritto in Serie C2 2006-2007 aderendo al Lodo Petrucci.



04/05 Caso combine con retrocessione del Genoa



03/04 La vicenda relativa al Catania insorta nella primavera 2003 conobbe il proprio epilogo solamente in agosto[1], quando la FIGC dispose in via straordinaria l'annullamento delle retrocessioni per la stagione passata[2]: la serie cadetta fu pertanto ampliata a 24 compagini[2], registrando l'ammissione della Fiorentina — impostasi nel recente torneo di C2 ma ulteriormente promossa —[3] in luogo di un Cosenza dichiarato fallito.[4] L'estensione dell'organico incorse nel disappunto delle società[5], gran parte delle quali rifiutatasi di scendere in campo nelle giornate calendarizzate al 31 agosto e 7 settembre 2003.[6] Il regolare avvio del campionato si verificò quindi il 10 settembre, contestualmente ad una riforma in itinere varata dalla FIGC e volta a riassestare l'intero equilibrio del sistema nazionale[7]: per la sola annata corrente furono previste 5 promozioni in Serie A e 3 retrocessioni dalla stessa. (Fonte: Wikipedia)



02/03: In ragione del fallimento occorso alla Fiorentina — retrocessa dalla Serie A ma ulteriormente declassata in C2 per il dissesto finanziario —[1] e dichiarato ufficialmente il 1º agosto 2002[1], la Ternana fu ripescata tra i cadetti dopo la caduta in terza serie conosciuta sul campo pochi mesi addietro.[1][2]



Il mancato raggiungimento di un accordo tra la Lega e le televisioni circa i diritti di trasmissione comportò il rinvio delle prime due giornate[3], col torneo partito quindi il 14 settembre.[4] (Fonte: Wikipedia)