utenti connessi


Moreno Longo, tecnico del Como, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cosenza, in programma domani alle ore 20:30 al "San Vito-Marulla". Queste - riprese da LarioSport.it - le dichiarazioni del neo trainer biancoblu:



"Ho trovato un gruppo disponibile, ho lavorato molto sulla mentalità e sull'approccio alle partite". 



"Ho grande curiosità: ci siamo allenati, ho iniziato a conoscere i giocatori, quindi c'è voglia anche di vedere la capacità della squadra di performare nei momenti che contano".



"Nei miei primi giorni ho insistito molto sulla mentalità su cui andiamo ad affrontare ogni esercizio e ogni singola situazione. Credo molto nel "come" si fa una cosa. L'approccio è fondamentale: in serie B non si può sbagliare atteggiamento e questo lo vorrei vedere da subito. Occorre sviluppare il senso di appartenenza al club, ma anche alla cultura del lavoro, che permette di migliorare.



"La squadra mi ha dato segnali positivi. Ho trovato un gruppo motivato, che ha risposto bene e con disponibilità. Ora bisogna esser bravi a finire bene la settimana e riportare poi in gara quanto di buono fatto in allenamento". 



"Perché il Como ha solo 2 punti? Non è semplice da dire, sarebbe un sul lavoro svolto da altri e non mi piace. Dico solo che occorre migliorare tutti gli aspetti. Le problematiche ci sono state, se classifica è questa. Per me questo è l'inizio di un percorso che ci consenta di uscire da questa situazione. Così come sono sicuro che anche prima si sia cercato di farlo: magari con altro metodo la squadra risponderà diversamente". 



"I nomi importanti e gli acquisti di livello contano fino a un certo punto. La B dimostra che con i nomi e basta non si va da nessuna parte. Il Parma dell'anno scorso non ha mai lottato per playoff, il Crotone con nomi importanti è retrocesso".



"A noi in questo momento serve un atteggiamento di grande umiltà e consapevolezza. I punti in questo campionato si conquistano così. Nel nostro caso, anche con la voglia di dimostrare di voler a tutti i costi uscire da questa situazione".



"Sono ripartito dal sistema di gioco adottato contro la Spal, ho voluto vedere che sensazioni mi poteva dare. Poi ho anche analizzato l'idea di poter cambiare. E' una squadra costruita con l'idea di poter giocare in più modi. Certamente con un centrocampo a 2, ma anche a 3 in mezzo al campo. Lo stesso vale per la difesa. Questa duttilità mi permetterà di cambiare".



"La fase difensiva non è solo una questione di pacchetto difensivo, ma di atteggiamento. La squadra deve sapersi difendere di squadra, mantenendo le distanze giuste nelle varie fasi della partita. Si sta lavorando tanto sulla compattezza, per migliorare anche quegli "score" non positivi. Perché anche i numeri alla fine parlano... E servono anche per indirizzare il lavoro della squadra".



"Fabregas ha l'intelligenza per fare più ruoli, per esperienza e senso della posizione. Giocando con un centrocampo a 2 a due serve coprire una porzione di campo più ampia, lo vedo con un compito più agevolato giocando 3".



"Cosenza? E' una squadra che conosco bene: è un ambiente caldo, lo stadio è passionale. La squadra è stata costruita bene ed è allenata con idee. Sanno stare stare bene in campo e hanno l'atteggiamento per la B: lottano, corrono e ci credono sempre. E diventano anche "sporchi" quando serve. Da parte nostra mi aspetto una risposta importante, sulla base degli aspetti su cui si abbiamo lavorato".



"Spero che tutti si rendano conto che in B non esistono partite facili. Se si ragiona con presunzione, non si va da nessuna parte. In questo momento, guardare in alto non ha senso. Occorre piuttosto creare un'identità forte, a cui anche aggrapparsi nei momenti di difficoltà".



"Bellemo ha iniziato a lavorare a parte. Cerri aveva accusato un fastidio contro la Spal, ma l'abbiamo gestito e ci sarà. Chajia? Ormai la vora da settimane con la squadra, ha ovviamente bisogno di qualche precauzione, magari svolgendo qualche allenamento differenziato. Non lo scopro io, la qualità c'è, da avversario è sempre stato un propblema arginarlo. Speriamo di averlo presto al 100%, c'è grande fiducia nei suoi mezzi. Per me lui nel reparto offensivo può fare l'attaccante esterno, la seconda punta, il trequartista: è talmente imprevedibile che dobbiamo essere bravi noi a portargli una palla pulita. Se lo inneschiamo bene, può essere determinante.



"La gerarchia dei portieri non cambia, è quella a cui siete abituati. Ma come sempre è il campo a stabilire le gerarchie".