🔥 Nuytinck: "Alla Samp ho ricevuto tanto affetto dai tifosi. Retrocessione? Affossati dal caos esterno, giocavamo senza stipendi"
L'ex difensore della Sampdoria, Bram Nuytinck, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di gianlucadimarzio.com in cui ha parlato anche del periodo in blucerchiato. Di seguito le sue parole:
L'AFFETTO IN ITALIA - “Tra Udinese e Sampdoria ho ricevuto tanto affetto. Un bel momento? Quando sono stato nominato giocatore dell’anno a Udine. È un ambiente particolare, perfetto per crescere: in città si vive tranquilli, le persone ti trattano da eroe ma ti lasciano vivere con grande rispetto. E il club è top: non manca niente".
LA SAMPDORIA - "Genova invece è diversa, bollente: il calcio è una passione che travolge tutti. Alla Sampdoria sono stato solo sei mesi: un periodo difficile per il club, quello della retrocessione dalla A alla B. Ma l’amore dei tifosi blucerchiati resterà con me a vita: mi scrivono ancora, mi chiedono di tornare. Sembro matto quando lo dico, ma sento ancora il fuoco dentro a parlarne. Il caos esterno ci ha affossato: giocavamo senza stipendi e settimana dopo settimana le cose si facevano sempre più difficili. Mi auguro che la Samp possa tornare presto dove merita”.
PAFUNDI - “Si allenava con noi già a sedici anni. Vedevi una grande qualità, certo. Il problema, però, è che in Italia è difficile emergere: hai davanti a te giocatori forti ed esperti. In Olanda e in Belgio abbiamo necessità di puntare sui giovani perché il budget è ridotto. Dobbiamo valorizzare i ragazzi del vivaio e, se possibile, venderli. In Italia invece potete comprare con più facilità e il livello del campionato è più alto: lanciare i giovani diventa più rischioso”.