Cole DELIRANTE, Samp meriti la Serie C, coi giovani si vince: il PAGELLONE della 31^ di Serie B
I nostri voti di fine giornata

Il 31° turno di Serie B è stato uno dei più belli dell'intero campionato. Tantissimi colpi di scena, un numero elevato di gol e risultati che sono destinati a lasciare il segno sia per la classifica che per le conseguenze psicologiche, positive o negative che siano. Di seguito abbiamo ripercorso tutti gli eventi accaduti attraverso voti e giudizi del nostro pagellone.
10 - Insigne è ancora il Magnifico, il Pescara crede alla salvezza

Due assist e un gol per il 3-0 di altissima scuola del Pescara contro l'Entella. Quando Insigne è tornato in Abruzzo non sapevamo cosa aspettarci, dopo le prime panchine eravamo dubbiosi e invece Il Magnifico ci ha smentiti tutti. Ha scelta una sfida difficilissima e può vincerla: rimettersi in gioco così a fine carriera è una scelta da applausi.
9 - Coi giovani si vince: Fini avvicina il Frosinone alla Serie A
L'esperienza qua, la conoscenza del campionato là: una squadra infarcita di giovani partita con bassissime aspettative è invece terza in classifica a -2 dalla promozione diretta. Contro il Bari gioca per la prima volta da titolare il 2006 Fini al posto della stella Ghedjemis e il risultato è il solito: gol, assist e palma di MVP. Con un po' di coraggio, un calcio diverso in Italia è possibile.
8 - Ballardini l'ha rifatto: questo Avellino è da playoff?
Due pareggi, una sconfitta e un solo gol nei primi 270 minuti avevano generato qualche perplessità sull'arrivo di Davide Ballardini ad Avellino. Col tempo, insistendo sui suoi principi e sfruttando il rientro di Izzo, il mister sta invece dimostrando la bontà della scelta di cambiare allenatore. Tre vittorie consecutive, salvezza a un passo e playoff a un punto. Adesso sognare è un dovere.
7 - L'Empoli si aggrappa a Saporiti: due gol decisivi per sperare
Edoardo Saporiti è una delle pochissime note liete della stagione da incubo dell'Empoli. Se i toscani si trovano in una situazione molto critica, ma non drammatica, lo devono al trequartista. Due gol fondamentali valsi gli ultimi due pareggi, il secondo attraverso un rigore calciato al 96' col sangue nelle vene alla sua ex squadra e concorrente diretta per la retrocessione. Finalmente al 100% della condizione, il calciatore sarà l'uomo in più in questo finale.
6 - Juve Stabia di testa e di cuore, punto vitale al Barbera
L'appuntamento con la vittoria è ancora posticipato, ma raccogliere un punto al Renzo Barbera contro un Palermo che doveva e voleva vincere a ogni costo ha un peso specifico enorme. La squadra di Abate non può essere brillante come a inizio stagione, ha perso uomini e inevitabilmente anche qualche certezza. Non ha smarrito, però, l'anima che l'ha sempre contraddistinta e la conoscenza del gioco necessaria per restare in partita e pareggiare contro 23.000 spettatori.
5 - Monza, il killer instinct dov'è? La strada per la promozione è lunga
Vittoria sontuosa contro il Palermo, ok, eppure 3 giorni dopo una gara scialba contro la Reggiana che è tra le squadre più in crisi e meno pericolose sul piano offensivo di tutta la Serie B conclusa sullo 0-0. Gli up&down degli uomini di Bianco sono sintomatici di un gruppo che ancora non ha compreso a fondo la difficoltà di un torneo in cui la soglia di punti richiesta per la Serie A diretta è davvero elevata. Col Venezia alle porte, il rischio di iniziare la settimana a +4 sul terzo posto e finirla fuori dalle prime 2 è più che concreto. Servirà una grandissima prova.
4 - Il mercato del Bari: limiti impietosi con le gare ravvicinate
L'avvio del Bari contro il Frosinone è da applausi, al di là del gol fatto e di quello poi subito. Per 30 minuti, nonostante qualche variazione sull'undici tipo, abbiamo visto una squadra in grado di giocarsela alla pari con la terza forza del campionato. Poi, però, sono emersi tutti i limiti di una rosa incompleta e uscito Rao per problemi fisici la squadra è sparita dal campo. Il contributo dei non titolari al momento è nullo. Gli errori in estate sono stati molteplici, ma anche a gennaio si è fatto davvero troppo poco per sistemarli. Longo ci sta provando a mantenere i Galletti in Serie B, ma l'impresa è ardua.
3 - Entella, non impari mai: Diavoli Neri ad alto rischio
Il passo del gambero della squadra di Chiappella è ormai un marchio registrato. Vittorie importanti su campi difficili, poi passaggi a vuoto e successivamente scontri diretti persi in maniera abbastanza terribile. Nonostante un progetto umilissimo, alla luce dell'andamento stagionale in caso di playout o ancor peggio di retrocessione diretta il club di Chiavari avrebbe tantissimo da rimpiangere. Si poteva e si può fare di più, ma fino a oggi i Diavoli Neri sono mancati proprio sul più bello.
2 - Padova impalpabile, Andreoletti sul filo del rasoio
Sette sconfitte e soltanto due vittorie nelle ultime 12 partite giocate. Se Matteo Andreoletti siede ancora sulla panchina del Padova un po' dipende dalle gare ravvicinate e un po' dal credito che gode per la promozione in Serie B e l'approccio al campionato cadetto. Il 12° posto trae in inganno, ormai la zona playout dista soltanto 3 punti. La squadra che ha giocato il derby col Venezia è una serissima candidata a finire sul fondo della graduatoria.
1 - Sampdoria, è come un anno fa: soldi e chiacchiere sì, punti no
Investire su colpi milionari a gennaio per poi trovarsi a 2 punti di vantaggio sull'ultimo posto a metà marzo è indecoroso. La Sampdoria negli ultimi due anni non ha semplicemente fallito ogni obiettivo possibile sul fronte sportivo, ma è mancata proprio sul piano della serietà professionale. Una società che rischia di andare in Serie C non prende Brunori se pensa che gli possa essere preferito Soleri, non si lega con un accordo pluriennale a Esposito se non ha la certezza di costruirgli attorno un organico in grado di garantire la permanenza nella categoria. Fare calcio in questa maniera è suicida e la retrocessione è la più logica e coerente delle conseguenze.
0 - Cosa ha fatto Cole? Cesena attento, la viralità è un boomerang
Dalle pagine della BBC e del New York Times al diventare carne fresca per meme è un attimo: il Cesena e Ashley Cole, però, non sembra che ci abbiano pensato granché. Approcciare a una squadra nuova, alla prima esperienza in panchina, stravolgendola a seguito di una grandissima prestazione ottenuta col tecnico a cui erano legati non è quello che ci si aspetta da un professionista che da calciatore è stato un grande campione. Grottesco vedere terzini inadatti al ruolo e Corazza a centrocampo, imbarazzante pensare a Shpendi in doppia cifra da due anni sull'esterno e Vrioni che in Italia non ha mai avuto feeling col gol centravanti. Portare avanti le proprie idee è un conto, realizzare i propri deliri per mera soddisfazione personale gravando su spogliatoio e tifoseria è un altro. Magari lo 0-3 col Mantova riporterà tutti coi piedi sulla terra, ma per ora il giudizio non può che essere tranciante.