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Andrea Petagna, tornato protagonista in Serie B con la maglia del Monza, si è raccontato a tutto tondo senza tralasciare alcuni dei momenti più difficili della sua carriera. Riprendiamo le sue parole da Tutto Atalanta:



Gasperini - "Credo fermamente di aver salvato il posto a Gasperini con quel gol che fissò il punteggio sull'uno a zero. Probabilmente, il suo incredibile ciclo a Bergamo è partito proprio in quell'istante. Dopo la vittoria dell'Europa League mi ha ringraziato, ribadendo che tutto quel percorso straordinario era iniziato proprio da quella mia rete. È stato semplicemente fantastico leggerlo".



Nazionale maggiore - "Fu un'emozione talmente immensa da renderne i contorni quasi sfuocati nella memoria, non mi sentivo quasi a mio agio".



Rimpianti - "L'unico vero errore che non ripeterei è quello di aver salutato Napoli. Avevo collezionato settanta presenze, stavo benissimo e proprio l'anno successivo i miei ex compagni hanno cucito lo scudetto sul petto".



Difficoltà - "Ho vissuto mesi durissimi a causa della malattia di mio figlio e della dolorosa separazione dalla mia compagna. È stata un'impresa mantenere la concentrazione sul campo. Stavo malissimo, il vuoto mi circondava e anche chi gravitava intorno a me è improvvisamente sparito. Chiedere aiuto a uno psicologo è stato un passo fondamentale per non sprofondare".



Destino - "Il gol segnato contro la Juve Stabia è stato un chiaro segno del destino: due notti prima avevo finalmente potuto dormire di nuovo con il mio bambino. È un momento che porterò sempre nel cuore".



Monza - "La società mi ha fatto sentire importante e io ho risposto allenandomi più di chiunque altro per pura voglia di riscatto. Questa categoria oggi è meno fisica ma molto più giovane e imprevedibile. Noi abbiamo in rosa elementi abituati a palcoscenici superiori, ma la presunzione può essere letale. Serve un'umiltà feroce: se non corriamo e non lottiamo, rischiamo brutte figure, come abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle".