🧨 Benevento, Vigorito: "Non sono retrocesso io, ma i disonesti attorno a me. Sul mercato..."
Le parole di Vigorito

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha ricevuto un riconoscimento nel corso di Telesia For Peoples. Non è mancato spazio anche ad altri temi, a partire dal mercato. Vigorito ci ha scherzato su, come riporta ottopagine.it: "Cosa manca? Mancano una cinquantina di giorni alla fine del mercato...".Â
Le parole del numero 1 giallorosso
Per poi ribadire alcuni concetti che da qualche anno sono un mantra nella progettazione del club sannita: "Io non seguo gli allenamenti dal punto di vista tecnico. Li guardo con piacere, proprio perchĂ© non ho uno sguardo tecnico. Piuttosto, svolgo riunioni con tutto lo staff: con il direttore tecnico, il direttore sportivo, l’allenatore e i viceallenatori. Credo infatti che la cosa piĂą importante noi l’abbiamo giĂ e non dobbiamo comprarla: siamo una societĂ molto compatta, molto unita. Se perdiamo quello che è stato il segreto del successo dello scorso anno, possiamo anche comprare altri cinquanta calciatori, ma faremo la fine degli anni passati. Il primo acquisto che dobbiamo fare, e sul quale sto cercando di avere la massima certezza, è continuare ad avere quella parola magica che abbiamo fatto nostra: dobbiamo stare insieme. Se non siamo uniti, non riusciremo mai a vincere. Possiamo anche avere calciatori meno bravi, meno conosciuti, con meno carriera, ma se uno aiuta l’altro, allora potremmo avere risultati. Vorrei ricordare che il calcio è uno sport di squadra, non è uno sport per solisti: bisogna giocare insieme. Non perdere questo spirito è il primo acquisto che stiamo facendo. Su queste basi proveremo a inserire persone con le caratteristiche tecniche richieste dall’allenatore e dal direttore sportivo, ma anche con qualitĂ morali e caratteriali alle quali la societĂ , questa volta, non intende rinunciare".Â
"Entusiasmo un po' freddo, ma sono certo che i cuori giallorossi si riscalderanno"
Il Benevento torna in Serie B da matricola e cercherĂ innanzitutto di preservare la categoria. Poi chissĂ . Allo stesso tempo, Vigorito ha chiesto sostegno da parte dei tifosi: "Credo che il campionato sia composto da 38 partite. Dobbiamo aspettare di giocare ogni domenica e, quando scendiamo in campo, dobbiamo ricordarci che non è un gioco, ma una grande responsabilitĂ . La responsabilitĂ di rappresentare una societĂ che da vent’anni fa sacrifici per costruire un proprio stile; una societĂ che rappresenta un popolo laborioso, non abituato a chiedere raccomandazioni; una societĂ che, con grande equilibrio, fa sentire il proprio affetto alla squadra e che ha bisogno di sentire l’amore dei propri tifosi. Siamo partiti, stranamente, in un’estate torrida con un clima un po’ freddo per quanto riguarda l’entusiasmo. Ma sono convinto che, prima o poi, i cuori giallorossi si riscalderanno. E non soltanto alla fine del campionato, sventolando gli stendardi, ma sostenendo la squadra durante tutte e 38 le partite. Questo è ciò che mi aspetto".Â
"Sono retrocessi i disonesti che mi circondavano, non io"
Il ritorno in Serie B ha fatto tornare alla mente anche l'annata disastrosa che vide il Benevento retrocedere. Ricordi che Vigorito ha subito accantonato: "Io non ho paura. Io non sono mai retrocesso. Sono retrocesse le persone disoneste che mi hanno circondato. PoichĂ© io non sono disonesto, oggi mi trovo con una squadra come questa, nella quale vedo tutti dare l’anima e il cuore, andare d’accordo, sorridere, e nella quale non rivedo piĂą gli errori del passato. La mia presenza frequente e costante non è garanzia di successo, ma è garanzia di serietĂ . E se siamo seri, se ci sono gli sforzi economici che facciamo e la capacitĂ e la professionalitĂ dei tecnici e di tutti gli addetti – oltre settanta persone lavorano per il Benevento Calcio – allora non si può parlare di retrocessione. La retrocessione avviene per altri motivi. E noi quei motivi non li sfioreremo piĂą".Â