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Oreste Vigorito, presidente del Benevento
Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images - Via One Football

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha ricevuto un riconoscimento nel corso di Telesia For Peoples. Non è mancato spazio anche ad altri temi, a partire dal mercato. Vigorito ci ha scherzato su, come riporta ottopagine.it: "Cosa manca? Mancano una cinquantina di giorni alla fine del mercato...". 

Le parole del numero 1 giallorosso

Per poi ribadire alcuni concetti che da qualche anno sono un mantra nella progettazione del club sannita: "Io non seguo gli allenamenti dal punto di vista tecnico. Li guardo con piacere, proprio perché non ho uno sguardo tecnico. Piuttosto, svolgo riunioni con tutto lo staff: con il direttore tecnico, il direttore sportivo, l’allenatore e i viceallenatori. Credo infatti che la cosa più importante noi l’abbiamo già e non dobbiamo comprarla: siamo una società molto compatta, molto unita. Se perdiamo quello che è stato il segreto del successo dello scorso anno, possiamo anche comprare altri cinquanta calciatori, ma faremo la fine degli anni passati. Il primo acquisto che dobbiamo fare, e sul quale sto cercando di avere la massima certezza, è continuare ad avere quella parola magica che abbiamo fatto nostra: dobbiamo stare insieme. Se non siamo uniti, non riusciremo mai a vincere. Possiamo anche avere calciatori meno bravi, meno conosciuti, con meno carriera, ma se uno aiuta l’altro, allora potremmo avere risultati. Vorrei ricordare che il calcio è uno sport di squadra, non è uno sport per solisti: bisogna giocare insieme. Non perdere questo spirito è il primo acquisto che stiamo facendo. Su queste basi proveremo a inserire persone con le caratteristiche tecniche richieste dall’allenatore e dal direttore sportivo, ma anche con qualità morali e caratteriali alle quali la società, questa volta, non intende rinunciare". 

"Entusiasmo un po' freddo, ma sono certo che i cuori giallorossi si riscalderanno"

Il Benevento torna in Serie B da matricola e cercherà innanzitutto di preservare la categoria. Poi chissà. Allo stesso tempo, Vigorito ha chiesto sostegno da parte dei tifosi: "Credo che il campionato sia composto da 38 partite. Dobbiamo aspettare di giocare ogni domenica e, quando scendiamo in campo, dobbiamo ricordarci che non è un gioco, ma una grande responsabilità. La responsabilità di rappresentare una società che da vent’anni fa sacrifici per costruire un proprio stile; una società che rappresenta un popolo laborioso, non abituato a chiedere raccomandazioni; una società che, con grande equilibrio, fa sentire il proprio affetto alla squadra e che ha bisogno di sentire l’amore dei propri tifosi. Siamo partiti, stranamente, in un’estate torrida con un clima un po’ freddo per quanto riguarda l’entusiasmo. Ma sono convinto che, prima o poi, i cuori giallorossi si riscalderanno. E non soltanto alla fine del campionato, sventolando gli stendardi, ma sostenendo la squadra durante tutte e 38 le partite. Questo è ciò che mi aspetto". 

"Sono retrocessi i disonesti che mi circondavano, non io"

Il ritorno in Serie B ha fatto tornare alla mente anche l'annata disastrosa che vide il Benevento retrocedere. Ricordi che Vigorito ha subito accantonato: "Io non ho paura. Io non sono mai retrocesso. Sono retrocesse le persone disoneste che mi hanno circondato. PoichĂ© io non sono disonesto, oggi mi trovo con una squadra come questa, nella quale vedo tutti dare l’anima e il cuore, andare d’accordo, sorridere, e nella quale non rivedo piĂą gli errori del passato. La mia presenza frequente e costante non è garanzia di successo, ma è garanzia di serietĂ . E se siamo seri, se ci sono gli sforzi economici che facciamo e la capacitĂ  e la professionalitĂ  dei tecnici e di tutti gli addetti – oltre settanta persone lavorano per il Benevento Calcio – allora non si può parlare di retrocessione. La retrocessione avviene per altri motivi. E noi quei motivi non li sfioreremo piĂą".Â