Reggiana, Varone: “Per Alvini andrei in guerra, il suo è il calcio del futuro”

VARONE REGGIANA ALVINIIvan Varone, tra i protagonisti di maggior rilievo nella splendida cavalcata che ha riportato, dopo tanti anni, la Reggiana in Serie B, fa un’analisi a tutto tondo del loro campionato: “Entusiasmo? Con il passare dei giorni sto metabolizzando il risultato. Sapevo che qui non avrei lottato per un obiettivo da niente. Dopo aver parlato con il mister, e avendone percepito la carica, ho capito che avremmo puntato alla Serie B. Il primo pensiero dopo la promozione? Il mio primo pensiero – riporta Il Resto del Carlino – è subito andato in cielo, dalla mia mamma. Poi ho videochiamato la mia futura moglie, mia figlia, mio padre, i miei fratelli. Quando mi sposo? Era tutto programmato per il 26 giugno, ma le norme da rispettare non sono esattamente la decorazione perfetta per farlo. Così abbiamo rimandato al 20 giugno 2021. I rifiuti? Ne ho ricevuti tanti, ma spesso non venivano motivati. Alla Ternana poi ho fatto una bella annata nonostante la retrocessione, infatti sono stato uno dei pochi, l’anno dopo, a restare in Serie B. A Cosenza? Parentesi dura. Mister Braglia puntava sempre sugli stessi 11 senza mai darmi un’opportunità, nonostante il mio impegno fosse costante. La miglior stagione? Sicuramente a Reggio, sia in termini numerici (7 gol e 5 assist), sia di rendimento in campo.  Mister Alvini mi ha migliorato in fase difensiva, mettendo più ordine nel mio gioco. In fase offensiva mi lascia abbastanza libero invece. Come mi trovo con Fausto Rossi? Ci capiamo con uno sguardo. E’ un campione sotto tutti i punti di vista. In Serie B poche coppie hanno il nostro affiatamento. L’interessamento di alcuni club di categoria superiore per me? A gennaio sono arrivate alcune telefonate al mio agente, ma non alla società. Insieme a lui, comunque, abbiamo deciso di proseguire con la Reggiana. Chi sono fuori dal campo? Mi piace ascoltare musica, guardare Serie Tv e far ridere la mia famiglia. La mia squadra del cuore? Il Napoli, rimpiango di non aver visto Maradona. I miei idoli? Yaya Touré, Hamsik, Milinkovic e Pogba. Come ho reagito alla decisione di Spanò? Mi ha telefonato due giorni prima che la scelta diventasse pubblica. Avrei voluto abbracciarlo. Farà male non averlo in campo, in ritiro, ma se lui è felice così, lo sono anch’io con lui. E’ possibile il doppio salto? Siamo una neopromossa, dunque l’obiettivo primario deve essere la salvezza. Ma, se manteniamo questo spirito, tutto è possibile“.

Oriolo Demetrio nasce in Calabria, nell'inverno del 1999. Durante il suo percorso di formazione classica, sviluppa l'interesse per il giornalismo. Addentratosi nel mondo dell'informazione nel 2016, prendendo parte ad alcuni progetti di medio-basso livello, continua il suo percorso di formazione e di crescita lavorando per prestigiosi progetti come Il Calcio Calabrese e Calciomercato Report. E' uno dei fondatori del blog Carpe Ideam e, all'attivo, vanta la collaborazione con La Notizia Sportiva e Pianeta Serie B.

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