Trapani, Castori: “Il percorso avviato stava producendo i frutti sperati. Interruzione dei tornei avvenuta nel nostro miglior momento”

Fabrizio Castori, allenatore del Carpi

TRAPANI CASTORI – Fabrizio Castori, tecnico del Trapani, ha parlato sulle pagine del Giornale di Sicilia soffermandosi, tra i tanti temi, anche sull’ottimo impatto avuto sul percorso dei granata prima che la pandemia dovuta alla diffusione del Covid-19, fermasse i campionati. Ecco le sue parole da TrapaniGranata.it:

«È un momento difficile per tutti, ma necessario per cercare di frenare la diffusione della pandemia. Ho fatto inviare un programma specifico dal preparatore atletico consapevoli che allenarsi a casa non è semplice. Con i mezzi che ci offre la tecnologia siamo rimasti in contatto. Quasi tutti i nostri ragazzi sono rimasti in città, lontani dai loro affetti. Abbiamo cercato di non fare pesare loro la distanza e provato a dare un senso di normalità ad una situazione che non è certamente ordinaria. I nostri calciatori, molti giovanissimi, hanno dimostrato un senso di maturità non comune, rispettando le direttive imposte». 

«Sono stato accolto benissimo, ho trovato grande disponibilità, la città è meravigliosa, mi sono trovato subito bene. Dal punto di vista sportivo l’esperienza era appena iniziata e l’ho affrontata con entusiasmo e con una grande voglia di mettermi a disposizione per raggiungere gli obiettivi che non sono quelli nostri, ma di una intera città. Siamo ancora a metà percorso».

«Stop dei tornei? Quando si cambia in corsa è necessario del tempo per metabolizzare nuova metodologia di lavoro e nuovo assetto tattico, per assorbire i nuovi concetti e attraverso le prestazioni arrivare ai risultati. Il percorso iniziato stava cominciando a dare i suoi frutti. La squadra, anche dal punto di vista mentale, ha fatto notevoli passi avanti ed è chiaro che se vedi i risultati del tuo impegno la fiducia si autoalimenta. Il momento di interruzione del campionato è coinciso con il momento migliore della squadra».

«Odjer è arrivato a fine gennaio, io un mese prima ed era in corso il processo di riassetto della squadra che non si ottiene cambiando sempre formazione. Lui si è fatto trovare pronto al momento opportuno. Le qualità di Pettinari non si discutono. Credo che la mia idea di calcio, il mio calcio verticale, sia ideale per gli attaccanti, perché li mette in condizione di potersi esprimere al meglio». 

«Ipotesi introduzione cinque cambi? Ritengo che sarebbe un aiuto necessario. Dopo tre mesi di inattività, riprendere per giocare dieci partite in un lasso di tempo brevissimo può facilmente mettere i calciatori a rischio di infortuni. La possibilità dei cinque cambi e quindi di una maggiore rotazione preserverebbe da questa eventualità». 

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