PSB – Pescara, Sebastiani: “Borello del Crotone non ci interessa. Calcio italiano in declino, invertiamo la rotta”

SEBASTIANI PESCARA – Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, è intervenuto durante la nostra trasmissione in diretta su Facebook e TwitchB-Analizziamo” soffermandosi sulle voci che intrecciano il mercato della sua squadra a quello di Serie B e analizzando il momento del calcio italiano:

Se Borello del Crotone interessa al Pescara? Non c’è assolutamente nulla di vero, quindi smentisco la notizia tranquillamente. Abbiamo calciatori importanti in quel ruolo, è chiaro che se non esce nessuno non possiamo realizzare ulteriori operazioni in entrata. La nostra idea è quella di acquistare un attaccante centrale con caratteristiche differenti da quelli che abbiamo”.

“Credo che il calcio italiano abbia conquistato l’attenzione di tanti imprenditori stranieri. Oggi è difficile fare calcio considerando i capitali importanti che arrivano in determinate squadre. Mi auguro che il sistema si interroghi sulla situazione attuale e faccia una riflessione di ampio respiro su quelli che sono i costi sopportabili e sulla riforma dei campionati. Purtroppo l’Italia si limita al risultato e ai 90 minuti di gioco, dall’altra parte del mondo ci sono tantissime altre componenti che ruotano attorno ad una squadra. C’è un approccio nettamente diverso ed è necessario sfruttarlo, agendo per evitare l’implosione del sistema”.

Quanto è complicato coniugare la richiesta sportiva e la necessità economica? E’ molto complicato, in Serie C c’è un’insostenibilità di base e purtroppo assistiamo a delle follie. Ben vengano le proprietà forti, ma l’importante è che non facciano fare brutte figure al sistema. E’ innegabile che il calcio italiano sia in declino, non può essere competitivo a livello internazionale e non c’è nemmeno il coraggio di rischiare e di fare giocare dei giovani, anzi ci sono delle regole contro la linea verde”.

Quale futuro immagino per il Pescara? Credo che l’errore più grosso fatto negli ultimi anni sia stato quello di aver abbandonato il mio credo: prendere giovani forti e farli giocare. Il futuro che mi auguro per la mia squadra è quello di tornare in un palcoscenico che merita, a partire dalla Serie B. Vorrei rafforzare la compagine sociale. Oggi servono proprietà intenzionate ad allargare il proprio orizzonte”.

 

Nato a Palermo nel 1996. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni presso l'Università degli Studi di Palermo e studente specializzando in Televisione, Cinema e New Media alla IULM.

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