Ascoli, Pucino: “L’addio non è stato una mia scelta”

PUCINO ASCOLI ADDIO – Raffaele Pucino, ex difensore ormai dell’Ascoli, ha voluto fare chiarezza sul suo addio rocambolesco e lo ha fatto parlando a Tuttomercatoweb.com.

Queste le sue dichiarazioni:

Sui suoi due anni: “Per due anni di fila siamo partiti per il ritiro con la convinzione di poter essere una mina vagante nella zona sinistra della classifica. Fino al 27 dicembre scorso, invece, ci ritrovavamo in una posizione completamente diversa e l’arrivo del direttore sportivo Ciro Polito ci ha permesso di avere una media playoff e di battere quasi tutte le grandi del campionato. Anche mister Sottil ha inciso tanto. Abbiamo difeso la categoria, meritando di restarci. Peccato, però, non aver alzato l’asticella“.

Sul rinnovo e l’accordo con il Bari: “Ho chiesto al mio agente di chiarire la situazione, è la società a non avermi proposto il rinnovo. Non ho l’accordo con nessuna squadra, posso soltanto dire che stimo molto il direttore sportivo Polito. E’ un amico, un professionista serio che ci ha messo sempre la faccia comportandosi da vero uomo. Cosa che in questo mondo non viene apprezzata, purtroppo. Io invece dico sempre che la lealtà premia sempre, non serve avere due personalità differenti. Serie C? Bari è una piazza che non ti fa pesare la categoria“.

Su Polito: “Da quando è arrivato Ciro la sterzata è stata netta, l’ambiente Ascoli si è rivitalizzato e ha apprezzato la sua voglia di assumersi le responsabilità e di ammettere eventuali errori. Chi ci mette la faccia entra nel cuore della gente. Il direttore ha sistemato tante cose, non ha sbagliato la scelta dell’allenatore e questo certifica la sua competenza. Forse qualcosa si è rotto, non conosco i motivi. Polito è una persona preparata, che vuole decidere con la sua testa. Se ha preferito lasciare due anni di contratto un motivo ci sarà“.

Sulla C: “Stride ma è la realtà dei fatti. Sono abituato a non dare colpe agli altri ma ragiono per capire se ho responsabilità. Per quanto fatto ad Ascoli sicuramente non meritavo di rimanere senza contratto, senza una telefonata almeno di congedo. Non faccio nomi, ma i sacrifici sono sotto gli occhi di tutti e le persone lo sanno bene. Non li rimarco, sembrerebbe un’autocelebrazione. Ci tenevo a ricevere una chiamata da qualcuno, non è mai arrivata e prendiamo atto. Mai aspettarsi niente da nessuno, altrimenti ci resti male“.

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