Frosinone, Nesta: “Contro il Vicenza gara fastidiosa. Millico potrebbe partire dal primo minuto”

NESTA FROSINONE VICENZA – Alessandro Nesta, tecnico del Frosinone, ha parlato in sala stampa alla vigilia del match contro il Vicenza. Queste le parole del tecnico dei Canarini dal sito ufficiale della compagine ciociara:

Bilancio sull’andamento della squadra nella prima metà di stagione: “Abbastanza buono direi. Ci sono stati degli alti e dei bassi come d’altronde per tutte le altre ma mi ritengo soddisfatto. Siamo rimasti nella scia delle prime, ultimamente abbiamo perso qualche punto anche per i problemi che abbiamo avuto però siamo sempre in corsa”.

“Abbiamo avuto i rientri i rientri del primo gruppo reduce dal Covid e loro sono chiaramente più avanti nella condizione. Altri sono un pochino indietro, dopo 13-14 giorni di isolamento hanno solo 2-3 allenamenti nelle gambe. Per cui ci servirà qualche settimana per riportare tutti allo stesso livello”.

Sul match contro i biancorossi di Di Carlo: “Mi aspetto una partita ‘fastidiosa’ contro un avversario che ha un grande spirito. Abbiamo visto la partita che hanno giocato a Brescia, là la differenza l’ha fatta proprio lo spirito che hanno messo in campo. Questa voglia di fare che hanno, queste ripartenze. Ripeto: sarà una partita difficile anche per il momento che viviamo però sono convinto che possiamo giocarci tutte le carte che abbiamo”.

Sul modulo: “Valuteremo bene dopo l’ultimo allenamento, soprattutto come stanno reagendo i ragazzi che erano stati fermi. In base a quanto emergerà faremo la opportuna scelta tattica. L’abbiamo già in mente ma va soppesato tutto. Abbiamo due moduli, possiamo iniziare in un modo e finire in un altro ma vogliamo avere prima un quadro esatto della condizione di tutti”.

Sull’ipotesi di Millico dal 1′: “Potrebbe. Ripeto, anche per questo discorso dobbiamo vedere come stanno tutti. Comunque è un giocatore che ci dà diverse soluzioni: è veloce, salta l’uomo, un ottimo arrivo in definitiva”.

Sulla coesistenza tra Novakovich e Parzyszek in un ipotetico 4-3-3: “Si fa più fatica con entrambi perché è più difficile allargarne uno nella fase di non possesso”.

Sul calcio condizionato dal Covid: “Giochiamo un calcio diverso proprio perché non c’è il pubblico. Ci siamo abituati, è vero. Ma le partite sono più lente, la concentrazione è diversa e il pubblico manca a tutti. E poi non dimentichiamo che il nostro lavoro rientra nell’intrattenimento delle persone dentro uno stadio, se non ci sono le persone ha davvero poco senso”.

 

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22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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