Crotone, Marino: “La responsabilità è mia. Deve cambiare l’atteggiamento”

CROTONE, MARINO PARLA DOPO IL KO

MARINO CROTONE VICENZA – Pasquale Marino, allenatore del Crotone, ha parlato a seguito del KO odierno contro il Vicenza. Ecco quanto apprendiamo da ilrossoblu.it: “I veterani  devono trainare i più giovani, e mi dispiace per tutti, per la città che vive per il Crotone Calcio.

Se non riusciamo a fare tre passaggi il problema non è il sistema di giocose sbagliamo passaggi semplici il problema non è il modulo. Eravamo lenti e prevedibili, non riusciamo a fare tutto ciò che in allenamento facciamo. Sta a me e al mio staff trovare chi in questo momento ha qualcosa in più.

È l’atteggiamento che deve cambiare e il Vicenza lo ha dimostrato lottando su ogni pallone. Noi non eravamo aggressivi, quando ci sono queste prestazioni il responsabile sono io perchè non ho percepito che questa partita si affrontava in questa maniera. L’obiettivo è tirarci fuori, non i moduli, non mi interessa.

Sinceramente questa è stata la prima partita in cui sono rimasto amareggiato e deluso, quando si perde in questa maniera l’allenatore non è che non ha colpe: le ho. Il problema è che dal punto di vista caratteriale in questo momento non siamo al top, il morale ce lo dobbiamo ricostruire noi con l’aiuto. Non mi sarei mai aspettato una prestazione del genere dopo l’allenamento. La squadra lavora col massimo impegno negli allenamenti, ma sul terreno di gioco non è così.

Sono genitore, quando sbagliano le mie figlie le richiamo io, mi dispiace quando le richiamano gli altri. I giocatori li difendo nel bene e nel male perchè i panni sporchi li laviamo in famiglia, correggendo in allenamento. Io non scarico colpe e dico la verità, la responsabilità è mia, non mando allo sbaraglio i giocatori che allenoNon c’è un processo quando si perde, non si perde la partita per chi sbaglia: vediamo i video e poi analizziamo gli errori per non ripeterli. Dentro lo spogliatoio cerchiamo di migliorarci, mi incazzo e come, non riesco a dormire quando le cose non vanno bene, e significa che ho stimoli e voglia di allenare. Posso dire apertamente che ho la stessa voglia di allenare da quando ho iniziato, poi aggiungo ancora che non scarico sugli altri le colpe che sono le mie, io sono responsabile delle scelte e io li mando in campo.

In due giorni dobbiamo ricaricare le batterie va in campo chi mi dimostra qualcosa in più. Le partite non le vinci col pallone tirato avanti, ci vuole organizzazione limitando gli avversari e per fare dei goal bisogna arrivarci, non ci siamo arrivati.

Bisogna entrare nella testa dei ragazzi per cercare chi è più pronto, non ci sono bocciati o promossi. Mi dispiace per tutti coloro che vogliono bene al Crotone, dopo una settimana di lavoro fatta bene non me l’aspettavo. Significa che non ho percepito il pericolo di un’involuzione tra una partita e l’altra. Ho grande fiducia che possiamo tirarci fuori. Chi va in campo deve andare in maniera serena. Non possiamo chiedere che la gente sia contenta ma io e il mio staff dobbiamo lavorare per fare prestazioni diverse da questa”.

 

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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