Finale Playoff, l’analisi di Rolando Maran: “Venezia in vantaggio ma nulla è deciso”

MARAN PLAYOFF ANALISI – Nel passato il Cittadella, nel futuro potrebbe anche esserci il Venezia. Quello che è certo è che l’ex Genoa Maran, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha analizzato la finale playoff di questa sera tra Venezia e Cittadella:

Che partita è stata quella di domenica? «A fasi alterne, con momenti in cui ha fatto bene una e poi l’altra. Il Venezia ha creato diverse occasioni e ha meritato il vantaggio, ma il Cittadella avrebbe potuto pareggiare: sarebbe potuta finire in ogni modo, il pareggio alla fine ci sarebbe stato. Comunque ho apprezzato la compattezza, l’organizzazione e l’aggressività di entrambe».

Il Venezia, visto il vantaggio in classifica, avrebbe potuto giocare per il pareggio, invece ha giocato come in una partita normale. Giusto così? «Certo, non ha badato al vantaggio del regolamento e ha giocato il calcio che sa fare. Perché snaturarsi per una partita? Non sarebbe stato giusto snaturarsi».

Pensa che sarà così anche al ritorno? «Sì, se la giocherà a viso aperto, rispetterà la sua identità, sa che la promozione è tutta da giocarsi anche se il vantaggio che ha è notevole».

Invece il Cittadella è parso un po’ più stanco, concorda? «E’ comprensibile, queste partite sono condizionate dal fatto che si giochi così spesso, quindi magari una prestazione può sembrare più appannata. Tuttavia credo che, vista la posta in palio, il Cittadella abbia fatto il massimo delle sue possibilità».

Avrà la forza per fare l’impresa e vincere a Venezia con due gol di scarto? «Cercherà di arrivare al risultato attraverso la sua identità, e butterà in campo tutto: non solo i valori tecnici ma anche il carattere, l’esperienza e il temperamento. Dopotutto non è la prima volta che fa i playoff e sa comportarsi a questi livelli».

In ogni caso è una finale a sorpresa: Venezia e Cittadella verso la A, mentre Monza, Lecce, Spal, Brescia e le altre… «Venezia e Cittadella hanno saputo costruire le loro squadre nel tempo, con una giusta programmazione. La qualità del lavoro è notevole. Questo è il modo migliore per poter raggiugere risultati che all’inizio possono sembrare difficili: se hai identità di gioco e un gruppo solido ce la puoi fare».

La B è particolare. «Con un gruppo forte e una buona organizzazione puoi limare i limiti tecnici, semmai dovessero essercene. Questo non è un campionato che si vince con i nomi: un gruppo sano affronta meglio i momenti difficili».

Venezia e Cittadella hanno giocatori da A? «Mi è piaciuto Johnsen, il biondino del Venezia; all’andata non c’era Maleh, so che è un giocatore di valore. Nel Cittadella invece ha buone qualità Baldini, ma ha impressionato anche Tsadjout».

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