Salernitana, Lotito: “Le contestazioni non aiutano la squadra. Troppa pressione destabilizza l’ambiente”

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LOTITO SALERNITANA – Dopo le contestazioni degli ultimi mesi da parte della tifoseria, il patron della Salernitana Claudio Lotito rompe il silenzio e parla sulle pagine odierne de “Il Mattino”. “Quando rilevai la squadra in Eccellenza, prima del ripescaggio in B, non c’era nemmeno un pezzo di carta. Abbiamo delle idee importanti da sviluppare in vista del centenario della storia del club che festeggeremo quest’anno. Vogliamo coinvolgere i tifosi, che sono l’anima di questa squadra e per questo è necessario che ci sia compattezza in tutto l’ambiente. Io e mio cognato stiamo lavorando per assicurare una certa stabilità societaria a questa squadra, visto che negli anni ha subito due fallimenti. La squadra è al quarto campionato in B. Per raggiungere gli obiettivi ci vuole coesione, non discrasia. Contestazioni ed eccessiva pressione tolgono fiducia e serenità a squadra e staff tecnico. Colantuono e Vitale sono gli ultimi esempi. Il mister ha voluto lasciare, non l’abbiamo cacciato. Questo perché mi ha riferito di non sopportare le eccessive pressioni che spesso sfociavano in pesanti offese. Io me ne frego delle critiche, non ho paura di fare muro contro muro. Presi un impegno con il sindaco di Salerno di allora ed intendo rispettarlo. Ma per i calciatori e lo staff il discorso è diverso. Molti non sono voluti venire qui o se ne sono voluti andare perché non avrebbero retto le pressioni della piazza. L’ultimo è stato Vitale che si era stancato si essere sempre beccato.La gente vuole la Serie A, ma come lo sta dimostrando? Disertare lo stadio non mi sembra la soluzione corretta. Io vengo poco a Salerno. Seguo le partite in tv anche perché voglio soffermarmi a pianificare progetti futuri per la squadra,per garantire una certa solidità societaria nel corso del tempo. Non ho intenzione di vendere la società. Solo in caso di un eventuale progetto serio ed ambizioso, accompagnato da una congrua offerta economica, sarei disposto a fare un passo indietro per il bene collettivo. Alla base della mia attività non c’è business, ma volontà di portare avanti un progetto e di dare continuità a quanto fatto finora. Ho compreso la decisione di Colantuono, ma ora mi aspetto che Gregucci riesca a dare un’impronta ed un’identità a questa squadra. Da qui sono passati giocatori che stanno facendo bene in Serie A, come Strakosha e Luiz Felipe. Ed altri che lo saranno in futuro, come Di Gennaro ed i due Anderson. Per raggiungere obiettivi ci vuole tempo, e c’è purtroppo la tendenza a criminalizzare quando le cose non vanno per il verso giusto. Serve creare un clima favorevole e pacifico attorno alla squadra, ed i risultati verranno da sé automaticamente.”

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22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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