Lecce, Adamo: “Anche noi soffriamo le mancanze della pandemia. Il settore giovanile ci sta dando grandi soddisfazioni”

LECCE ADAMO PANDEMIA – Il vice presidente dei salentini, Alessandro Adamo, ha fatto il punto a Il Giallorosso sulla situazione economica che ha colpito il Lecce e il calcio in generale.

Ecco le sue parole riportate da PianetaLecce.

CONSEGUENZE DELLA CRISI:  “Già prima del Covid il calcio italiano era in sofferenza a causa di politiche societarie inefficienti. Ora, però, la situazione è più grave e per quasi tutti i club l’ancora di salvezza sono i diritti televisivi. Molte risorse infatti sono venute meno e anche i club più blasonati convivono con problemi importanti. La Germania però è un esempio, perché le gestioni sono più virtuose dunque gestiscono meglio queste situazioni”.

COME USCIRNE: “Bisogna sganciarsi dalla dipendenza dai soli diritti televisivi, riducendo i costi e al contempo investendo sui settori giovanili che portano grandi benefici a medio-lungo termine. Un caso eclatante è quello dell’Atalanta, i cui risultati le stanno dando ragione”.

IL PUNTO SUI SALENTINI: “Noi soffriamo, come tutti gli altri club, le mancanze legate alla pandemia. Perciò abbiamo fatto di necessità virtù investendo risorse importanti in un settore giovanile che sta già dando belle soddisfazioni. Questa è la strada da percorrere, senza dubbio è quella più virtuosa”.

LA MASSIMA SERIE: “E’ un altro mondo, sia per i valori tecnici che per quelli di bilancio. La nostra recente esperienza nella categoria maggiore ci ha insegnato che la soluzione migliore per raggiungere il risultato è allestire un mix di giocatori tra giovani già pronti ed elementi d’esperienza. Da un lato poi ci sono introiti ben maggiori, ai quali si contrappongono costi ordinari e sportivi altrettanto importanti”.

OBIETTIVI DELLA LEGA B: “Io lavoro nella Commissione di Lega B e Sticchi Damiani nel Consiglio Direttivo della stessa, entrambi con l’obiettivo di dare nuove norme che consentano di dare stabilità e sostenibilità al sistema. Ci sono importanti interventi da fare quanto prima, come la riforma dei campionati professionistici e la revisione della Legge Melandri che regola i diritti audiovisivi, ma anche le leggi relative all’impiantistica sportiva. A fronte di tali richieste, tuttavia, le società devono corrispondere gestioni più virtuose che facciano la loro parte per garantire l’equilibrio del mondo del calcio”.

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