Ternana, Furlan: “Avevo offerte dalla B, ma spinsi per tornare anche in Serie C. Dovevo qualcosa alla piazza”

FURLAN TERNANA

FURLAN TERNANA – Federico Furlan, premiato contro il Cittadella per le 150 gare disputate con la maglia della Ternana, ha rilasciato un’intervista all’edizione umbra del Messaggero.

Ecco le parole dell’esterno d’attacco delle Fere:

“La prima volta che giunsi a Terni venivo da un’esperienza positiva in serie C al Bassano, sfiorando la promozione. La Ternana mi dette l’opportunità di confrontarmi con la serie B. Mister Domenico Toscano, che era appena tornato, spinse per avermi. Col mio procuratore Pocetta ho un rapporto bellissimo. Mi dà sempre tanti consigli, tutti i giorni.

Il trasferimento? Ero in scadenza. Cominciai la stagione con Christian Panucci, con cui avevo un rapporto bello. Poi arrivò Benny Carbone, con cui già a Varese non giocavo. Voleva mettermi centrocampista. Non me la sentivo di giocarmela in scadenza, con un modulo a me non adatto.

Io stesso spinsi per tornare. Anche in Serie C. Mi ero trovato bene due anni prima e dovevo qualcosa alla piazza. Avevo offerte dalla serie B, ma mi parlarono bene della nuova proprietà e mi interessava il progetto. Questa nuova società è più vicina. Anche il presidente Bandecchi è coinvolto, ci tiene, ha passione. L’altra, sebbene non ci facesse mancare nulla, era più distaccata.

Gol che ricordo con più piacere? Nel primo anno, sicuramente la doppietta di Latina, unica in Serie B. Venivamo dalla sconfitta interna del derby. Poi, i gol di Viterbo, Bari e Potenza, l’anno scorso. La partita che ricordo più volentieri? La vittoria in Coppa a Bologna, una soddisfazione che nessuno si aspettava Quella che cancellerei? Il derby perso nel 2016 a Perugia 1-0, per un gol preso dopo una partita giocata bene. Ultimamente ci siamo rifatti. Il derby di Supercoppa è stato una grande soddisfazione.

Ho avuto un rapporto buono con tutti, ds e allenatori Con Guglielmo Acri e Danilo Pagni ho lavorato poco. Luca Leone ha fatto un gran
lavoro e i risultati hanno premiato la continuità. Riguardo agli allenatori, tutti mi hanno aiutato a crescere e migliorare. Ognuno con un carattere diverso. Per esempio, Toscano ci faceva lavorare tanto, fino a mister Lucarelli che ci ha trasmesso una grande mentalità.”

Studente di filosofia a 360 gradi, convinto che lo sport ed il calcio forniscano una chiave di lettura per interpretare la vita. Appassionato di scrittura, in qualsiasi sua forma, convinto che ogni campo da gioco sia terreno fertile per la letteratura.

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