Salernitana, Fabiani: “Giocare con le temperature di luglio e agosto non sarà facile”

FABIANI INTERVISTA – Il dg della Salernitana, Fabiani, intervistato da Notari di Ottochannel, ha fatto chiarezza su varie questioni che toccano la squadra granata. A seguire una parte delle parole del dirigente campano come riporta Salernitananews.it: “Entro domani, dopodomani al massimo avremo tutte le risposte degli esami sierologici e dei tamponi. Se tutto va per il verso giusto a breve potremo iniziare gli allenamenti di gruppo, tenendo conto che abbiamo già messo a norma le nostre strutture, ottemperato le direttive in materia di Covid-19.”

Sulla condizione fisica della squadra: “C’è tanto da lavorare, basti pensare che, in condizioni normali, l’attività per un calciatore si conclude a giugno e dopo 20/25 giorni già si riparte per il ritiro della stagione successiva. Qui ci troviamo di fronte a un fatto insolito: ovvero circa 80 giorni che questi ragazzi stanno fermi. Un conto è fare il lavoro da casa, o allenamenti individuali; altra cosa è andare sul pallone, prendere i ritmi giusti, fare la tattica con un allenatore che va a compensare il lavoro atletico. Bisogna rimettere in moto il meccanismo mentale e poi l’aspetto fisico.”

Segue, poi, il parere del dg sulle partite che dovranno essere giocate al caldo: “Giocare con le temperature di luglio e agosto non sarà facile. Non a caso quando si va in ritiro si prediligono località che siano almeno a 700m di altezza… Qui, invece, si rimane nelle proprie città, nei propri ambienti per preparare la settimana e poi le partite. Bisogna stare attenti, anche agli infortuni. Non sarà un lavoro facile per preparatori, tecnici e medici. Ci troviamo di fronte ad fatto insolito. Una cosa che nessuno ha voluto. Purtroppo è scoppiata questa pandemia e bisogna adeguarsi a questo tipo di realtà.”

Si passa, in seguito, alla questione “taglio stipendi”: “Credo che prima di tutto un danno vada quantificato. Allo stato attuale nessuna società al mondo può quantificare il danno che sta provocando questo virus. Si può avere una percezione delle perdite da marzo ad oggi, ma con il passare del tempo questa percezione diventerà sempre più forte ed accentuata. Significa che nei prossimi anni, purtroppo, ci troveremo di fronte ad emorragie economiche: gli sponsor difficilmente si avvicineranno alle società, perché anche le loro aziende sono andate in difficoltà. Perché comunque, giocando a porte chiuse, non ci saranno neppure incassi al botteghino. Perché una serie di situazioni che ruotano intorno al mondo del calcio verranno meno.”  – continua – “Certamente non ci saranno più determinati contratti in determinate categorie. Oggi devi fare un budget che ti consente di stare dentro a dei numeri. In parole povere spendo quanto guadagno. Altrimenti si rischia il fallimento con conseguenze pesanti ai danni di tante figure professionali che vivono di quest’azienda. Siamo tutti operai di un mondo che è in crisi. Una crisi che a breve si farà sentire ancora di più.”

Sui contratti in scadenza: “Ci sono tante situazioni che sono silenti sotto questo aspetto. Riscatti di giocatori, controriscatti, camere di compensazione su elementi che ancora devono essere pagati. C’è tutto un mondo dietro una società di calcio che sfugge ai più, ma che poi ai fini dell’iscrizione e della regolarità bisogna portare a termine. Tra questi i giocatori a scadenza che teoricamente hanno già avuto modo, se volevano, di stilare dei preliminari con altre società. Adesso cambia un po’ tutto perché dovranno proseguire l’attività fino ad agosto inoltrato.” – continua – “Ci sono delle riflessioni da fare: si rimane a scadenza e poi vai via ad agosto oppure rinnoviamo il contratto di un altro anno tendendo conto che prolungare la stagione significa restare oltre il 30 giugno? Sono tutte valutazioni in corso d’opera che non fanno altro che aumentare la mole di lavoro di per se già grande”.

Si passa al contratto di Ventura: Si tratta di discutere solo del rinnovo, Ventura non lo scopro certo io: è datato come allenatore. Da entrambe le parti c’è la volontà di proseguire il percorso intrapreso. A breve si affronterà anche il discorso contrattuale”

L’intervista si conclude con un focus sul settore giovanile: “Ricostruire da zero un vivaio non è mai facile. E’ vero che in questi anni non abbiamo brillato nelle classifiche delle giovanili, ma bisogna anche capire cosa vuole una società. O si punta a vincere i campionati, facendo un discorso di meritocrazia e ci si può permettere di spendere milioni di euro per il settore giovanile; oppure si prova a lavorare sulla “quantità” per vedere se in mezzo a questa quantità si può tirare fuori qualche elemento interessante. Ecco, la nostra linea è la seconda: cioè lavorare con la maggior parte dei ragazzi della zona e dargli del tempo per vedere se tra loro c’è qualcuno che può fare il salto di qualità. Diciamo che è una linea che finora ha pagato. Cambiamenti nei quadri tecnici? Eventualmente è anche un fatto normale e fisiologico. Ma in via generale la struttura resta quella che ci ha contraddistinto fino adesso.”

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