Lecce, Di Mariano: “Sono cresciuto tanto in questi anni e qui ho degli stimoli in più”

di mariano venezia

DI MARIANO LECCE STIMOLI – Di Mariano, esterno offensivo del Lecce e autore di un superavvio di campionato, ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole, riportate da calciolecce.it:

BOTTINO REALIZZATIVO. “Mi aspettavo di poter incidere così? Sinceramente non mi sarei mai aspettato un inizio del genere, è sicuro. Venire in una piazza del genere, tornare qui, non me l’aspettavo”.

DAL RICORDO DI LECCE-CARPI AL RITORNO DA TRASCINATORE. “Sicuramente quel ricordo è stato anomalo per me. Quell’anno ero con la prima squadra, iniziai con Lerda a 17 anni ma poi negli ultimi due mesi non ho vissuto il gruppo. Sapevo che dovevo andare via. In occasione della finale col Carpi non ero neanche allo stadio. In questi anni sono cresciuto tanto, l’anno scorso ho fatto un campionato da protagonista, ha fatto sì che arrivassi con maggiore esperienza e determinazione. A Lecce ho lo stimolo in più per fare qualcosa in più rispetto all’anno scorso e superare i miei obiettivi”.

IL GOL PIU’ BELLO. “Per difficoltà dico il primo col Crotone, ero defilato e non era semplice metterla in diagonale. Per importanza dico quello col Cittadella”.

CONSIGLI. “Baroni ci chiede di dare una mano in fase difensiva. Vuole esterni moderni che tagliano dentro, cercano la profondità e aiutano in attacco. In B servono giocatori che si adattano a ogni fase”.

DA RAGAZZINO DEL SETTORE GIOVANILE DEL LECCE. “In questi ultimi anni non ho giocato in piazze calde. Tornare dove ho vissuto la mia infanzia è stato molto bello. Desideravo da tanto segnare sotto la Curva in un big match. E’ stata un’emozione fortissima arrivata presto”.

ESULTANZA. “Dedicata a mio figlio Leonardo, faccio la L di Leo”.

QUALITA’ E QUANTITA‘. “Io arrivai a Lecce da piccolo che facevo il trequartista. Le doti da esterno venivano un po’ meno, mi piaceva giocare tra le linee e calciare. Alla Roma, De Rossi ha visto in me altre qualità e ho iniziato a giocare da esterno grazie alla mia velocità. Ho ascoltato il consiglio di De Rossi capendo che mi trovo meglio da esterno. In C, B e A ti devi completare, non puoi avere solo delle qualità. Bisogna migliorare tutti gli aspetti per arrivare a certi livelli. Ho lavorato sulla fase difensiva, che da piccolo non facevo mai. Lavorando sulle mie lacune mi sono completato. Adesso sono un altro tipo di giocatore”.

CURIOSITA‘. “Con chi ho legato di più? Quasi con tutti, non c’è un di più o meno, esco tutti i giorni con Gargiulo perché abitiamo vicino, ci vediamo con Barreca, ho legato con Tuia, Lucioni, Coda, Paganini…tutti. Dei giovani mi ha impressionato Gendrey, pensavo fosse un 1996 invece è un 2000 e sono rimasto a bocca aperta”.

VENEZIA-CITTADELLA. “Nessuno vuole che parli di quella partita, o della semifinale. Con Gargiulo ne parlammo una volta ma poi basta”.

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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