Corriere del Veneto: “Quanto costa fermarsi? Venezia sotto di 2,7 milioni”

VENEZIA – Se non si dovesse riprendere a giocare, i danni, soprattutto a livello economico, sarebbero ingenti. Si rischierebbe il default, specie nelle categorie inferiori. Ragion per cui occorrono interventi dello Stato per poter immaginare una ripartenza a danni contenuti. Tra merchandising e biglietti il calo, come spiega il Corriere del Veneto, è di oltre 550 mila euro e giocatori come Aramu, che prima dello stop, potevano essere venduti per circa 1 milione, vedrebbero la loro quotazione nel migliore dei casi dimezzata. Quindi ciò vuol dire svalutazione rosa del 50%. Quindi aggiungendo poi le perdite derivanti dai diritti tv della piattaforma Dazn (350 mila euro), dalla Legge Melandri (1 milione e mezzo) e dai progetti internazionali (200 mila euro), il club lagunare potrebbe andare incontro, nel peggiore dei casi, ad un bagno di sangue di 2,7 milioni. In caso di ripresa verrebbero recuperati circa 1 milione dalla Legge Melandri e 350 mila euro da Dazn.

Scibilia, dg del Venezia, precisa: “Anche questo scenario non sarebbe di certo roseo, perché bisognerebbe calcolare i costi del protocollo sanitario da applicare (tra albergo, tamponi, ritiro circa 800 mila euro), che se sostenuti interamente dalle società, assottiglierebbero buona parte delle quote recuperate per il ritorno in campo. Ad oggi non esiste un piano B ed è quello che ci preoccupa, viste le incertezze sulla ripresa. Non è una situazione facile, ma bisogna per forza di cosa pensare ad un’alternativa e nessuno, al momento, sa quale possa essere”.

Classe '96. Sono un appassionato di calcio a 360°. Questo sport è il vero e proprio "oppio" dei popoli ed io di certo, non mi sottraggo alla sua forza magnetica. La Serie B è un campionato difficile ma incredibilmente divertente, e poterne scrivere, grazie a questa redazione, mi rende orgoglioso.

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