ESCLUSIVA PSB – Mancini (DAZN): “Venezia la sorpresa. Monza? Serve pazienza. Reggina, ecco chi sta mancando”

RICCARDO MANCINI DAZN – La sua voce accompagna i weekend che dal divano di casa possono portare in più parti del mondo: dall’Italia alla Francia, passando per Spagna oppure Inghilterra. La trayectoria di Riccardo Mancini è nota e nobile, ma un ulteriore elogio è sicuramente opportuno. Telecronista di DAZN, la Serie B è uno dei vari argomenti che padroneggia ed è proprio di cadetteria che si è discusso nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva ai nostri microfoni.

Cominciamo con una considerazione sulle zone alte della classifica: Salernitana, SPAL, Lecce, Empoli e Venezia rappresentano un fantastico calderone di talento e sistemi di gioco differenti ma ugualmente interessanti. C’è una squadra tra queste che ti ha impressionato maggiormente?

“Sembra scontato ma, secondo me, la vera sorpresa di questo campionato è il Venezia. I lagunari possono beneficiare di un allenatore di qualità, con idee e in grado di trasmettere personalità, carattere e concetti calcistici molto interessanti alla squadra. Le individualità non mancano, basti pensare a gente come Forte, Aramu e Johnsen: parliamo di un bomber che probabilmente meriterebbe la Serie A, Aramu che ha una qualità al di sopra della media di questo campionato e il norvegese, un talento davvero intrigante. In questo discorso coinvolgerei anche la Salernitana ma i campani, negli uomini, sono forse più pronti per provare il grande salto, dato che parliamo di calciatori capaci di competere, negli ultimi anni, per la zona playoff. Il Venezia, differentemente, veniva da qualche annata precaria, dunque l’ambiente aveva bisogno di una scossa del genere. Come risposta secca alla domanda, dunque, dico il Venezia”.

Al momento manca all’appello il Monza, che con dieci punti nelle ultime quattro partite sta cominciando a macinare risultati. I brianzoli danno la sensazione di essere ancora un cantiere aperto, dato che il calcio dominante e propositivo cui aspira Brocchi mostra ancora una certa mancanza di ritmo. Ti aspettavi questa fase di rodaggio oppure bisogna insistere su determinati punti?

“Non mi aspettavo una partenza con il turbo da parte dei brianzoli. Brocchi è al primo anno di Serie B, l’organico è stato corposamente rinnovato ed è necessario tempo per creare un gruppo solido e dare un’identità a una squadra che, per ciò che concerne le ambizioni e la pressione esterna, è comunque condizionata: parliamo del classico caso in cui si è costretti a vincere tutto e subito, mentre è necessario un periodo di rodaggio, soprattutto in simili circostanze. Ad ogni modo, a mio avviso alla lunga il Monza emergerà per quelle che sono le proprie qualità: il sodalizio biancorosso è costruito per arrivare ai playoff, obiettivo sicuramente raggiungibile, ma serve pazienza”.

Proprio il Monza, nell’ultimo turno, ha sfidato la Reggina, squadra che stai seguendo spesso e che conosci molto bene. Anche in questo caso le aspettative erano molto alte ma, dopo aver iniziato molto bene sia in termini di risultati che di estetica ed efficacia della proposta, il club calabrese sembra aver perso la bussola. Cosa sta mancando ai ragazzi di Toscano?

“Ho la sensazione che nella Reggina stia mancando la condizione fisica, non tanto mentale. Nelle prime partite i calabresi giocavano su ritmi davvero elevatissimi e pressavano a tutto campo mentre, ultimamente, stanno patendo queste specifiche richieste del tecnico Toscano. Non so se il click negativo è arrivato nella trasferta di Chiavari, quando hanno subito gol al 90’ in una situazione di superiorità numerica. Da lì la Reggina si è spenta, ma quella amaranto resta una compagine, secondo me, costruita molto bene, dato che sono presenti due alternative per ruolo. Quelli che stanno mancando più di tutti, a mio modo di vedere, sono Bellomo e Denis: l’argentino ha sbagliato due rigori, questo può inficiare il dato sui gol ma, in generale, arriva poco a tirare in porta. Per quanto riguarda Bellomo, ritengo non stia offrendo il gioco di raccordo richiesto, dall’inizio dell’anno è un po’ spento. Ero abituato a vedere un Bellomo come quello del Bari, in grado di fare costantemente la differenza, cosa che ora non gli sta riuscendo. Dopo un avvio esaltante, anche l’apporto di Menez ora è carente a causa di problemi fisici e discussioni con gli arbitri. Ha portato quattro punti alla Reggina nelle prime due partite, poi si è un po’ perso. Analizzando la rosa posso dire che la difesa non mi dispiace, ribadisco la presenza di diverse alternative e, ampliando il discorso, è possibile notare come l’organico sia composto dall’ossatura dell’anno scorso e da gente di esperienza come Crisetig e Menez, senza dimenticare giovani interessanti e che conoscono la categoria, come Plizzari e Del Prato. La squadra c’è, devono sbloccarsi gli uomini più rappresentativi”.

l Pisa, nella passata stagione, è stata sicuramente una delle squadre più interessanti da vedere e analizzare. L’annata in corso sta mostrando una squadra propensa a offendere ma fragile in fase difensiva. Che impressione hai dei toscani?

“Prima dell’inizio del campionato dissi che il Pisa potesse rappresentare la sorpresa del campionato, perché ha gente, soprattutto in avanti, che tante squadre invidiano. Sta mancando qualcosa a livello di equilibrio, è abbastanza evidente: offendono molto bene, Marconi e Masucci si conoscono, Palombi, nonostante l’inserimento graduale, potrà fare la differenza sotto-porta ed è uno che conosce la categoria, mentre Vido non è mai stato così bene ed è favorito da questa formula 1+2, ovvero con lui trequartista e due attaccanti. Evidentemente il problema è nella fase di non possesso, ergo non me la prenderei con i difensori perché il discorso riguarda il collettivo: apportati questi correttivi, la piazza potrà divertirsi grazie ai calciatori di esperienza e qualità presenti in rosa, come il capitano Gucher oppure i vari profili interessanti in difesa: Caracciolo, Benedetti, l’Under 21 Varnier e Lisi, che ha tanti assist nelle corde”.

Ascoli, Virtus Entella e Pescara hanno inaugurato il valzer dei cambi in panchina. Decisioni affrettate oppure sterzate necessarie?

“Queste tre piazze rappresentano la poca fiducia che in Italia si ha nei confronti degli allenatori. Il compito di Bertotto non era semplicissimo, la squadra era totalmente nuova, con tanti stranieri da far integrare e inserire all’interno del gruppo. Parlando di Tedino, a mio avviso un allenatore molto valido, come dimostrato a Palermo, bisogna sottolineare come anch’egli non abbia lavorato in condizioni ottimali, perché l’Entella è stato colpito dal COVID, quindi spesso la squadra era nella bolla e ha dovuto affrontare una serie di situazioni non comode. Oddo, secondo me, non ha ricevuto il giusto appoggio da parte della società in sede di mercato, perché la squadra è incompleta, presenta scommesse e gente che non è più motivata come un tempo. Il curriculum di Oddo presenta dei passaggi precari, ma è un allenatore con idee e ha uno staff molto valido. Meglio di così, probabilmente, non poteva fare, inoltre alle volte ha dovuto utilizzare giocatori fuori ruolo. L’ambiente a Pescara non è tranquillissimo, Sebastiani pare debba vendere e quindi c’è un contesto che sicuramente non ha aiutato”.

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Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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