PSB – Marchetti: “Covid? Situazione disastrosa, difficile allenarsi. L’addio di Venturato mi ha fatto male. Moncini…”

MARCHETTI CITTADELLAStefano Marchetti, DG del Cittadella, è intervenuto nel corso di “B-Analizziamo – Speciale Calciomercato”, in onda sui canali social di Pianeta Serie B. Ecco le sue parole.

“Il rinvio delle partite è una sconfitta principalmente perché il Covid l’ha vinta un po’ sulla vita di tutti ed è anche difficile prendere delle decisioni. Secondo me le due partite di 15 giorni fa si potevano giocare: il Covid non sparisce in un attimo; si poteva solo andare verso il peggio e così è stato. Oggi siamo in una condizione disastrosa perché fai fatica ad allenarti, dopo l’allenamento si cambiano in cinque da una parte e cinque dall’altra, non c’è contatto, non c’è lavoro tattico in gruppo. Sono settimane strane e anomale.

Mercato? Quando dico che non si farà nulla è per dare un messaggio alla squadra, fiducia concreta al lavoro che stiamo facendo. Il mercato è lungo, ci sono tante insidie e ci sono anche le richieste per i calciatori che abbiamo. Per me il mercato può finire anche ora ma so che non finisce e devo esser pronto ad eventuali cambiamenti. Ho fiducia totale nei ragazzi che sono al Cittadella ma nel mercato mai dire mai.

Obiettivo? Il nostro è sempre quello di ragionare per step: cambiando tanto, come faccio tutti gli anni, è sempre doveroso avere i piedi per terra ed essere umili. quando dico che l’obiettivo più concreto, il primo, è la salvezza lo dico perché lo penso sul serio. Poi abbiamo sempre dimostrato che quando la salvezza

Cosa manca al Cittadella per la Serie A? In questi anni è mancato il fattore c: non posso arrivare in due finali giocando un tempo e mezzo nell’aria di rigore del Venezia e poi non la buttiamo dentro. Manca quel pizzico di fortuna che non abbiamo mai avuto. A Venezia abbiamo giocato senza il calciatore più in forma della stagione e che poteva far saltare il banco, cioè Baldini. Per fortuna intendo questo: arrivare a partite determinanti con tutti gli effettivi in campo. Vinciamo 2-0 in casa col Verona, ci mancano 4 giocatori ed a 20 minuti dalla fine eravamo in A. Se arrivi lì non mancano voglia, mentalità o giocatori ma solo un po’ di fortuna.

Venturato? L’addio con Roberto personalmente mi ha fatto male perché ero convinto che lui potesse continuare. Tutto nasce dopo la finale di Venezia; due giorni dopo alla cena sociale mi comunica che era stanco e che la ferita di quella finale lo aveva fatto stare troppo male. Tentai di capirgli che fu il momento e la delusione e gli chiesi di pensarci su per una decina di giorni; Venturato ci ha pensato ma evidentemente aveva intuito la fine di un ciclo; a malincuore presi atto di questo perché la decisione era irremovibile. In quei 10 minuti dopo la telefonata ho pensato all’intuizione di Gorini perché è con me da sempre: ha lavorato con Foscarini e Venturato, è un lavoratore e conosce benissimo il Cittadella. L’ambiente mi permette di avere coraggio; gran parte dello staff è composto da calciatori che hanno giocato qui con me.

Moncini? Lo riporterei a Cittadella ma è l’operazione di mercato che ha quasi dell’impossibile. Già quando lo presi la prima volta fu un miracolo; il calciatore ha dei costi e una valutazione che non rientrano nei parametri del Cittadella. Poi tutto può succedere e se dovesse succedere il primo ad essere felice sarei io”.

Classe '96, amante del calcio e delle sue storie, innamorato della Serie B. Giornalista pubblicista dal settembre del 2020. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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