ESCLUSIVA PSB – Spal, Bonzanini (Radio Bruno): “Mini-rivoluzione necessaria ma con un blocco confermato. Marino? E’ il tecnico giusto”

Questa settimana andremo alla scoperta di una delle “nuove” squadre che parteciperanno al campionato di Serie B 2020/2021: la Spal. Per scoprirla al meglio abbiamo deciso di chiedere aiuto al giornalista Enrico Bonzanini, collaboratore di Radio Bruno, TRC TV e Sportitalia. La stagione, i motivi della retrocessione e la Spal che sarà, complice anche l’arrivo di Pasquale Marino, sono stati solo alcuni degli argomenti trattati.
Per chi non ha seguito il campionato di Serie A. Che stagione è stata?
“Una stagione molto particolare, quasi due campionati in uno. Abbiamo assistito a ribaltamenti continui che hanno modificato, nel post lockdown, il senso stesso della classifica. Club partiti benissimo poi sono lentamente naufragati e viceversa, come a Milano sponda rossonera, passare dalle stalle alle stelle. Mi permetto solo di aggiungere che è stato un campionato con valori tecnici non eccelsi, gare generalmente poco spettacolari e la sola Atalanta a tenere altissima la bandiera di un calcio spettacolare e tecnico contro il dilagare del tatticismo muscolare. La Spal è stata l’unica costante negativa di tutto il campionato: partiti con una programmata smobilitazione, alla società della città di Ferrara non è riuscito il necessario e salvifico cambio di passo nemmeno dopo la lunghissima sosta”.
Che cosa non è andato?
“Praticamente ogni cosa. Partirei dai numeri, impietosi, per spiegare il resto. Ventisette reti segnate, molto meno di una rete per gara, e ben 77 incassate con una media piena di due reti subite per match. Poi possiamo anche scendere nel tecnico: il Ds Vagnati in partenza sicura già ad inizio stagione, un ciclo finito sancito con la mancanza di supporto nel condottiero di mille battaglie Leonardo Semplici, il grave infortunio di Fares e la cessione, non adeguatamente sopperita, di un vero e proprio “crack” del calibro di Manuel Lazzari. Un 3-5-2 “zoppo” con esterni non adeguati a coprire 80-85 metri di campo con il fosforo necessario per divenire lucidi suggeritori offensivi. Troppo poco il “solo” Petagna là davanti, per di più distratto, praticamente per tutta la stagione, dalle voci che lo volevano in orbita Napoli”.
Come si sta attrezzando e come si attrezzerà la società in vista della prossima stagione?
“L’arrivo di Zamuner a stagione 2019-2020 ha indubbiamente accelerato le operazioni. La scelta di Pasquale Marino, tecnico nelle ultime stagioni sfortunato ma che reputo fra i migliori in assoluto per la Serie B e non solo, è garanzia di voglia di competere ai vertici e contestualmente esprimere un calcio offensivo, spettacolare ed altamente realizzativo. In poche parole? La Spal si vuole riprendere la Serie A riconquistando il proprio popolo a suon di gol”.
Quali saranno, secondo te, i giocatori da cui ripartire?
“Vicari, Salamon, Dickman, Missiroli, Strefezza e Paloschi. Questa penso sarà l’ossatura della nuova Spal targata Marino. Sarà necessario operare una comprensibile mini-rivoluzione che porti a Ferrara giocatori di categoria e soprattutto esterni di qualità, necessari al gioco di mister Marino. Il lavoro più arduo di Zamuner sarà poi quello di sfoltire una rosa gravemente appesantita da alcuni contratti di giocatori che non rientrano nei piani della stagione ormai alle porte: mi riferisco a Berisha, Viviani, Castro e Di Francesco. Più semplice dovrebbe essere “piazzare” Murgia e Valoti che hanno vari estimatori nella massima serie”.
Come vedi la nuova Spal di Pasquale Marino?
“Ferrara è una piazza davvero molto calda, affezionata ed importante. Ci sono stati errori, tanto nella gestione tecnica quanto nel marketing, ma la Spal ha tutte le carte in regola per riprendersi il peso specifico storicamente espresso sul proprio territorio. Rumors di mercato vogliono Zamuner, in piena continuità nell’appoggiarsi sull’asse che porta a Bergamo, pronto ad ufficializzare l’arrivo dell’estremo difensore Carnesecchi: è giovane, talentoso e protagonista di un’ottima stagione. Un bel colpo che potrebbe esser rapidamente seguito anche da un attaccante da 15-20 gol (magari in arrivo da Perugia). Marino è l’uomo giusto: sa dare identità alle proprie squadre ed un gioco arioso, spettacolare e, cosa da non sottovalutare, tanti gol. Fondamentale sarà l’approccio: per una squadra retrocessa, non sbagliare la primissima parte del campionato può fare tutta la differenza del mondo”.
Che campionato di Serie B sarà? Cosa ti aspetti dalle altre retrocesse? Quale sarà la formazione maggiormente competitiva?
“Questa Serie B ci ha abituato a prendere molto con le “pinze” qualsiasi tipo di pronostico. Brescia e Spal si stanno muovendo con decisione sul mercato, affidandosi a tecnici esperti e fautori di un gioco offensivo e redditizio. Ma attenzione alle neo promosse dalla Serie C: Monza, Reggiana e Reggina sono piazze caldissime, con tanto entusiasmo e proprietà danarose che stanno palesando una gran voglia di investire a caccia del clamoroso doppio salto. La rivelazione del campionato potrebbe proprio essere la Reggiana: Amadei ha voglia di continuare a stupire e Alvini penso abbia tutte le carte in regola per diventare l’allenatore più incisivo della categoria”.
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