ESCLUSIVA PSB – Pisa, Chiavacci (Il Tirreno): “A Monza prestazione perfetta, contro l’Empoli i nerazzurri se la giocheranno alla pari. Knaster? Ci sono tutti gli ingredienti per far bene”

CHIAVACCI PISA ESCLUSIVA PSB – Organizzazione, qualità, quantità, carattere, identità e spirito di sacrificio: tutti elementi che stanno alla base della struttura tecnico-tattica e della concezione di calcio del Pisa e di cui la compagine nerazzurra ha dato lustro nel netto successo ottenuto all’U-Power Stadium nello scorso turno, grazie al pesantissimo 0-2 rifilato ad un Monza, certamente non in serata, ma anche fortemente ridimensionato da una prova letteralmente perfetta dei toscani. Il blitz in terra brianzola, inoltre, ha rafforzato un importantissimo concetto: indipendentemente dal risultato finale che maturerà nella singola partita, la squadra di Luca D’Angelo vanta delle indubbie potenzialità che deve però necessariamente convincersi di possedere e che, inoltre, appaiono nettamente superiori rispetto ai limiti, seppur a tratti, manifestati nella prima metà di stagione. Percorso, questo, imprescindibile per il prosieguo della stagione e per il raggiungimento di un tanto agognato piazzamento playoff, solo accarezzato nella passata stagione.

Per analizzare il momento della compagine nerazzurra e proiettarci verso l’importantissimo derby contro l’Empoli, in programma Sabato all’Arena Garibaldi alle ore 18:00, la nostra redazione ha contattato in esclusiva Andrea Chiavacci, importante firma de Il Tirreno, il quale ci ha aiutato a tracciare un punto sul torneo fin qui disputato dai ragazzi di D’Angelo.

Un Pisa letteralmente perfetto non solo a livello tecnico-tattico ma anche dal punto di vista caratteriale quello che ha sbancato Monza circa una settimana fa. Ti aspettavi una prova di tale, enorme, efficacia e personalità da parte dei nerazzurri?

“Si, a Monza il Pisa ha disputato davvero una grande partita. Come ricordavi, grazie ad un grande approccio e ad una prestazione a dir poco perfetta sia tatticamente che tecnicamente. Molto bene in fase di non possesso nel contenere in maniera ordinata i brianzoli, ed altrettanto bene nelle ripartenze, visto che i nerazzurri sono stati straordinari nell’attaccare benissimo la profondità con Palombi e Marconi ma, in generale, con tutti gli elementi che si spingevano costantemente nella trequarti biancorossa, creando quasi sempre pericoli in zona Di Gregorio. A parte il rigore parato da Gori ed un paio di interventi dello stesso portiere nerazzurro su Frattesi e Boateng, il Monza, invece, non ha creato tantissimo. Alla fine dei conti, le vere palle goal le ha registrate la compagine toscana. Una vittoria netta e meritata che però mi sorprende fino ad un certo punto: è vero che i ragazzi di Brocchi sono secondi in classifica ma con un Pisa che, nonostante lo sfortunato pari con la Salernitana, aveva dimostrato di stare bene e che negli ultimi due mesi è cresciuto in maniera esponenziale”.

Sarebbero tanti gli spunti positivi da approfondire nella serata dell’U-Power Stadium: la letalità nell’attacco alla profondità di Palombi, lo spirito di sacrificio di Marconi al servizio della squadra, le geometrie e la quantità garantite da Mazzitelli, la saracinesca Gori e tantissimo altro. Tuttavia, vorrei soffermarmi su quella che probabilmente è stata la vera sorpresa della serata: Alessandro Quaini. Molto lucido ed ordinato e letteralmente superbo nel dettare i ritmi alla squadra con giocate al massimo di due tocchi, sulla carta semplici, ma nella sostanza mai banali ed estremamente efficaci. Cosa ne pensi della prestazione del classe 98′? Credi possa rappresentare un perno nello scacchiere tattico di D’Angelo da qui al termine della stagione?

“Quaini era alla quarta presenza stagionale e solamente alla seconda da titolare, dopo l’apparizione dal 1′ contro la Reggiana. E’ stata assolutamente la nota più lieta in una serata caratterizzate solo da note liete per il Pisa. E’ un ragazzo molto interessante che lo scorso anno era in prestito all’Albinoleffe e che sta dimostrando di avere delle ottime qualità non solo tecniche ma anche a livello di presenza in mezzo al campo e di personalità. Credo possa rivelarsi una grande risorsa da qui al termine della stagione. Oltre a lui, credo che Gori, Palombi e Mazzitelli siano stati i migliori in campo. Se la sorpresa dal punto di vista tecnico è stata proprio Quaini, quella sotto il profilo prettamente tattico, invece, credo sia stata vedere Gucher agire dietro le punte. E’ una soluzione che non abbiamo spesso visto adottare da D’Angelo ma che si è rivelata vincente poichè ha consentito agli altri centrocampisti di avere maggiore libertà in mediana. Molto importante, in fase di non possesso, è stato poi Siega che ha pressato per tutta la gara gli avversari. Chiudo sottolineando l’ennesima prova straordinaria sulle fasce di Lisi e Birindelli, due motorini che hanno contributo a mandare in netta confusione il Monza, come dimostra anche il giallo ricevuto da Barillà in avvio che ha di fatto costretto Brocchi a sostituire l’ex Parma prima ancora del termine della prima frazione per evitare ulteriori problemi”. 

Il Pisa non è però nuovo a colpacci del genere. Penso, in particolare, al netto successo esterno sul Lecce che per autoritarietà della prestazione mi ha ricordato molto quello di Monza. Tuttavia, è anche vero che la compagine toscana ha spesso lasciato punti per strada anche in maniera surreale, basti pensare alle clamorose rimonte interne subite da Chievo e Salernitana. Cosa è mancato fin qui e quanto manca, invece, a questa squadra per poter effettuare il definitivo salto di qualità?

Questo è un aspetto del quale a Pisa si parla da tantissimo tempo. Diciamo che è sempre stato nella natura di questa squadra il fatto di dover soffrire e di ribaltare o vedersi ribaltare il punteggio in maniera anche inspiegabile. E’ anche accaduto che fossero i nerazzurri a recuperare da un iniziale svantaggio ma, dal mio punto di vista, credo la squadra sia mancata nella gestione del vantaggio in diverse circostanze. In ben otto situazioni favorevoli, infatti, i toscani non sono riusciti a portare a casa i tre punti. Chiaro che non si possa pretendere tutte ed otto le volte di riuscire a far propria l’intera posta in palio ma è altrettanto vero che in questi frangenti il gruppo debba ancora crescere. Contro la Salernitana si è messa di mezzo la sfortuna ma anche l’errore di Beghetto era evitabile, così come con il Chievo qualche leggerezza di troppo nella gestione della sfera si è manifestata. La squadra spesso ha avuto ‘il braccino’, ed è anche una questione mentale perchè credo disponga di ottimi palleggiatori. Se dovesse riuscire a migliore sotto questo aspetto ne beneficerebbe in termini di risultati e mentalità”.  

A proposito di avversari di un certo spessore, Sabato all’Arena Garibaldi arriva la capolista Empoli per un derby assolutamente da non perdere e che si preannuncia molto frizzante. Potrebbe, rifacendoci al discorso precedente, rappresentare l’esame perfetto per definire le ambizioni dei nerazzurri in vista del prosieguo del torneo?

“Il Pisa va incontro ad un mese molto impegnativo, che potrà rivelare molto sui propri obiettivi stagionali: si capirà, quindi, se ci saranno le basi per poter puntare ad un piazzamento nelle prime otto posizioni oppure se bisognerà concentrarsi esclusivamente sul discorso salvezza. Mi viene in mente la canzone di Gino Paoli ‘Cosa farò da grande’ che, simpaticamente, riassume bene il momento della squadra. A mio avviso, l’organico possiede le potenzialità quantomeno per poter lottare per un piazzamento playoff, essendo reduce da una stagione, quella passata, in cui gli spareggi promozione sono sfuggiti all’ultima giornata. Vorrei sottolineare però l’immenso lavoro che sta facendo D’Angelo a Pisa. E’ un ‘antidivo’ rispetto a molti altri colleghi della cadetteria ma si sta confermando come un grande tecnico. Due anni fa ha portato in Serie B una squadra che ad un certo punto era decima vincendo i playoff, nella passata stagione doveva salvarla ed ha fatto molto di più, e quest’anno si sta confermando dopo un avvio non eccezionale. Se prima parlavamo della scarsa capacità dei nerazzurri di gestire la partita, dall’altra parte credo che vada sottolineato un pregio, ossia il carattere di saper sempre reagire alle avversità che è il perfetto riflesso di quella che è la personalità del mister, ad oggi tra i più bravi della categoria nel saper leggere le partite. Penso ai successi con Ascoli e Reggina, su tutti. Contro l’Empoli sarà una sfida interessante: Dionisi, così come D’Angelo, fa giocare bene la sua squadra che non a caso è meritatamente prima in classifica, senza dimenticare che sia gli azzurri che l’ex Venezia ultimamente hanno fatto spesso soffrire il trainer nerazzurro. Nonostante la qualità e profondità della rosa ospite, vedo un Pisa che può giocarsela alla pari con l’Empoli pur non partendo con i favori del pronostico. Sarà un confronto equilibrato.”

Nelle scorse ore c’è stato anche una sorta di semi botta e risposta tra il presidente azzurro Fabrizio Corsi ed il direttore generale pisano Giovanni Corrado riguardo alcune vicissitudini arbitrali, che fa anche capire quanto questo match sia atteso e sentito da ambedue le parti.

“E’ stato un confronto abbastanza pacato e dal mio punto di vista la società nerazzurra ha fatto bene ad esprimere la propria posizione a riguardo, perchè ultimamente gli episodi dubbi sono stati oggettivamente numerosi. Il Pisa è una società che non ha mai sollevato grosse polemiche a riguardo a dire la verità, ma in effetti qualcosina alla squadra manca e recentemente non è stata molto fortunata negli episodi: penso a quelli contro Cremonese, Frosinone e Virtus Entella per citarne alcuni. Non è un periodo felicissimo per gli arbitri in generale ma credo che ogni tanto sia giusto farsi sentire in maniera civile, così come accaduto”.

Tralasciamo, in chiusura, il fattore campo soffermandoci su quella che è la notizia di sicuro più rilevante registrata in quel di Pisa nelle ultime settimane e che riguarda l’avvento dell’imprenditore anglo-americano Aleksander Knaster, nuovo patron dei nerazzurri dopo aver rilevato il 75% delle quote azionarie della società. Dinamica che produrrà degli effetti sicuramente rilevanti sull’assetto economico-sociale, non solo del club, ma anche dell’intera città. Come hanno accolto la piazza e la tifoseria questa notizia?

“E’ stata una forte novità anche perchè ora ci saranno in ballo più che mai diverse partite. Penso a quella relativa al restyling dello stadio ma anche a quella che porterà ad un centro sportivo all’avanguardia che verrebbe su proprio vicino all’impianto casalingo dei nerazzurri. Idee che già erano state portate avanti con Corrado e Ricci e che ora troveranno ancora maggiore spazio con la nuova proprietà. Nel calcio moderno, che sia Serie A o B, avere delle strutture all’avanguardia è essenziale e, se non ne disponi, non vai da nessuna parte. Non si tratterà di una dinamica che si consumerà nella mera ristrutturazione dell’Arena Garibaldi ma anche nella riqualificazione del quartiere di Porta a Lucca che rappresenterà un beneficio per tutta la città. Sono delle opportunità da saper cogliere per il bene dell’intera comunità e per le quali si stanno mobilitando molte figure. C’è la volontà di avviare un progetto importante che produrrà dei risultati anche sul campo. Ci sono prospettive interessanti anche per quanto riguarda un settore giovanile comunque, negli ultimi anni, in ripresa e tutti gli ingredienti per fare bene sia nel finale di stagione attuale che nel medio-lungo periodo”.

 

 

 

 

bonus
22 anni, vivo e studio a Catanzaro. Amante a 360 gradi dello sport più bello del mondo: calcio internazionale, Serie A, B e C sono il mio ossigeno.

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