ESCLUSIVA PSB – Lupi: “Colombo arriverà in Serie A. Olzer darà soddisfazioni”

Un percorso da calciatore che ha preceduto importanti esperienze da allenatore. Alessandro Lupi ha legato il proprio nome al Milan, che ha onorato in tanti anni di settore giovanile, nel corso dei quali ha formato, educato e valorizzato. Il Chiasso, dove ha militato anche quando ancora indossava gli scarpini, gli ha permesso di assaporare una prima squadra, prima di sposare l’ambizioso mondo Monza, dove ora è alla guida della formazione Under 16. Nuovi giovani, nuove opportunità, nuovi concetti calcistici e comportamentali da poter conferire. Ha conosciuto ragazzini ora diventati uomini e professionisti, ed è di alcuni di questi che abbiamo parlato nell’intervista che il mister ha rilasciato in esclusiva ai nostri microfoni.

Mister, lei ha fatto esordire Colombo in Primavera, dopo averlo allenato anche in altre categorie del settore giovanile del Milan. Lo conosce da anni e ne ha seguito l’evoluzione: che giocatore ha visto crescere?

“Ho allenato Colombo negli Esordienti, nei Giovanissimi e in Primavera. L’ho portato anche nelle Fasi Finali con gli Allievi, quando abbiamo vinto lo Scudetto. Era sotto-età, gli Under 16 erano i 2001. È un giocatore dotato di una grande forza fisica e di un ottimo tiro di sinistro. Ha una forza importante, arriverà sicuramente a giocare in Serie A. Parliamo di un ragazzo eccezionale, con tanta voglia di crescere e imparare costantemente”.

Di Colombo sorprendono in particolar modo due caratteristiche, ovvero la capacità coordinativa e l’interpretazione della circostanza: quest’ultima, in particolar modo, gli permette di defilarsi o di venire fuori a giocare, ad ogni modo di muoversi in base alla capacità di poter incidere. Sono doti innate oppure ai tempi del settore giovanile avete fatto un certo tipo di lavoro?

“È un ragazzo dotato, a quanto già detto aggiungerei anche una gamba davvero importante da poter usare in campo aperto. Detto ciò, noi del settore giovanile abbiamo lavorato con una metodologia volta a sviluppare calciatori pensanti, conferendo gli strumenti per imparare a riconoscere la superiorità numerica, occupare in maniera razionale lo spazio oppure, ancora, per scegliere tempi e spazio nel momento giusto. Ha fatto un percorso dove la scelta di occupare gli spazi, che ho appena citato, è stata la base. Le sue capacità di apprendimento sono sempre state importanti, inoltre ha avuto la possibilità di fare un certo tipo di percorso, che gli ha permesso di fare tutta la trafila del settore giovanile del Milan”.

Altro attaccante che ha allenato è Frank Tsadjout, che ha tre anni in più di Colombo e un percorso diverso, avendo beneficiato di un’esperienza all’estero e con più stagioni di Serie B sulle spalle. Un calciatore più esplosivo e da progressione: che tipo di percorso immagina per poterne apprezzare a pieno titolo le qualità?

“Frank ha caratteristiche importanti. L’ho avuto il primo anno agli Allievi Regionali, purtroppo nel periodo del settore giovanile ha avuto tanti infortuni che l’hanno penalizzato. In Primavera ci siamo incontrati nuovamente: è un giocatore dotato di notevole fisicità, molto bravo nella protezione della palla e, così come Colombo, ha un ottimo tiro di mancino ed è intelligente. Nel corso della sua esperienza con il Milan ha avuto gli strumenti per capire spazi, tempi e gestione dei momenti. È andato all’estero, in Belgio, per poi fare un ottimo campionato con il Cittadella. Ora è al Pordenone, ritengo che stia facendo veramente bene ma ha ancora dei margini di miglioramento importanti. Prevedo anche per lui un ottimo futuro”.

Al suo esordio sulla panchina del Milan Primavera, datato 29 novembre 2017, nel secondo tempo sostituì Pobega con Brescianini, ora al Monza. Il classe 2000 potrà replicare in un contesto come Monza quanto di buono fatto vedere nella passata stagione con la maglia della Virtus Entella, nonostante la retrocessione dei liguri?

“Pobega e Brescianini, con me, hanno fatto un percorso simile. Marco è un calciatore con qualità, probabilmente con l’Entella si hanno meno responsabilità rispetto al Monza, ovviamente con il massimo rispetto per la compagine ligure. I brianzoli ora hanno dietro il presidente Berlusconi e il dottor Galliani, che hanno vinto tutto, dunque si può sentire una sorta di carico di responsabilità. Ci sono tanti giocatori di livello, quindi il suo obiettivo dovrà essere quello di crescere il più possibile grazie a questi calciatori importanti per poi ritagliarsi il proprio spazio, perché ha assolutamente le qualità per farlo. È solo una questione di tempo, è un ragazzo molto intelligente e con grande tecnica, potrà esprimere un ottimo calcio”.

Ai tempi della Primavera rossonera ha lanciato anche Giacomo Olzer, ora a Brescia. In estate ha già parlato del ragazzo, descrivendone le qualità atletiche e la possibilità di poter incidere sia come trequartista che come esterno alto. Tocchiamo, dunque, un altro punto: nel corso dell’ultima partita contro il Como il ragazzo è incappato in un errore che ha poi portato al 2-3 per il Como. Inzaghi, da uomo di calcio, l’ha subito difeso, sottolineando come non si possa gettare la croce addosso a un ragazzo così giovane. Lei che ha importanti esperienze a livello di settore giovanile, come commenta questa prassi e cosa si sente di dire a Giacomo?

“Sono d’accordissimo con quanto detto da Inzaghi. Giacomo è giovanissimo ed è alla prima esperienza in una prima squadra, dunque l’errore ci sta. È chiaro che la capacità del giocatore debba essere quella di capirlo ed evitare il prima possibile di commetterlo nuovamente. Bisogna però citare una fattispecie importante: gli errori ti permettono di crescere, non commetterli vuol dire non migliorare. Tutto ciò, dunque, è da accettare come costruttivo. Giacomo ha la competizione dentro di sé, crescerà e darà grosse soddisfazioni al Brescia e alle società in cui militerà. Il consiglio che posso dargli è quello di lavorare, come ha sempre fatto nel settore giovanile: non dovrà mai perdere la fame che lo caratterizza”.

Classe '96, Laureato Magistrale in Economia Aziendale con una tesi sulla Corporate Governance delle società calcistiche, italiano di nascita ma cittadinanza napoletana, appassionato di calcio a tal punto che la prima parola detta pare sia stata "Gol" invece di papà o mamma. Quando ho tempo scrivo, o almeno ci provo.

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