IL PUNTO SULLE CAMPANE – Benevento tutto cuore, Salernitana a metà del guado

BENEVENTO SALERNITANA – Il Benevento riagguanta un insperato pareggio ad Ascoli, fermando la serie negativa di tre sconfitte di fila. Ferma l’emorragia anche la Salernitana: 1-1 con il Venezia in un Arechi deserto. I giallorossi sono ora sesti in classifica, agganciati dal Perugia a quota 44; granata sempre nel limbo del decimo posto.

Ad Ascoli il Benevento gioca solo quarantacinque minuti. Nella prima frazione i giallorossi restano negli spogliatoi e subiscono l’uno-due bianconero con Ardemagni al 20’ e l’ex Ciciretti al 38’, a causa di un approccio negativo e di un pessimo assetto tattico, probabilmente dovuto al cambio di modulo. Squadra compassata, spaesata e senza identità ed idee. Nella ripresa Bucchi rimette apposto lo scacchiere, riportando Viola davanti la difesa e Insigne sulla trequarti, con l’innesto di Ricci al posto di Crisetig e di Armenteros ed Improta. Arriva la reazione d’orgoglio e di carattere: 2-1 di Coda al 69’, espulso Caldirola e pareggio di Viola al 91’ dal dischetto, nel maxi recupero finale di dieci minuti arriva anche il rosso a Tuia. Punto d’oro per come si era messa la partita, ma la prestazione è decisamente rivedibile. Il Benevento paga a caro prezzo gli episodi e ricade sempre negli stessi errori, il passaggio al 4-3-1-2 e l’inserimento di giocatori in ruoli non proprio congeniali (Viola trequartista, Del Pinto mezzala a tre) ha portato ulteriore confusione nel centrocampo, spesso prevedibile e incapace di verticalizzare, e pochi rifornimenti offensivi; solo nell’ultima mezz’ora di gara si è vista una squadra più spigliata ed intraprendente. La prestazione, per gran parte negativa è dovuta anche alla giornata storta di molti singoli. Montipò è decisamente colpevole sul piazzato di Ciciretti, Tuia perde Ardemagni sul’1-0 e si fa cacciare, Caldirola è spesso nervoso, ingenuo nell’espulsione, Letizia non sta attraversando un gran periodo di forma, Del Pinto sbaglia tanto nel primo tempo, ci mette più intensità e fisico nella ripresa, Crisetig fatica tantissimo a costruire, male anche Bandinelli, Insigne è spesso isolato e non è mai pericoloso. Da salvare Viola, che alza l’asticella passando nel suo ruolo naturale, dispensando giocate e presentandosi freddo dal dischetto, Coda che riceve pochi palloni, ma è cinico nell’accorciare e firmare il suo quattordicesimo centro in campionato, Armenteros che entra bene, si muove tanto, apre spazi e si procura il rigore. Per ritrovare autostima, mordente e soprattutto solidità difensiva e continuità, il Carpi, ultimo e reduce dalla sconfitta casalinga col Crotone, sembra poter essere la vittima sacrificale. Un martedì per svoltare.

La Salernitana non conosce più il sapore della vittoria. Dopo tre sconfitte di fila l’1-1 col Venezia di Cosmi, con reti dell’ex Bocalon al 10’ e Djuric all’80’ (prima gioia in maglia granata), ferma la striscia negativa di tre partite e non cambia praticamente la classifica (più cinque sui playout e meno sei dai playoff). In un Arechi deserto (minimo storico sotto la gestione Lotito-Mezzaroma con 1912 accessi totali), con i tifosi all’esterno a contestare la società (non presente allo stadio) per tutta la durata del match, si “ammira” la solita squadra impaurita, lenta e priva di organizzazione ed idee; il primo a non crederci sembra il suo allenatore. In una prestazione incolore si salvano i soli Micai, Pucino, Casasola, Rosina e Djuric. La difesa è inguardabile: Migliorini perde Bocalon sul vantaggio ospite, nella stessa occasione Gigliotti vede solo passare Lombardi, Lopez è disastroso e rimedia anche un’ammonizione che gli costa la squalifica, Di Tacchio si fa bruciare da Lombardi in occasione dell’1-0 e non riesce a dare geometrie. Vincere nel turno infrasettimanale al Picco di La Spezia potrebbe servire a disinfettare le ferite con una tifoseria ormai disamorata e mantenere accesa la fiammella della speranza di non archiviare questa stagione come l’ennesima anonima.

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